Poverino, non puoi mordere!
Giugno 16, 2008
Ieri sera mamma e la cuginetta D. mi telefonano. I loro umori trillano grazie ad un ritrovato vivavoce che praticamente fa rimbombare le mie parole in tutta la casa. Avendo messo da poco l’apparecchio ai denti, una delle domande di inizio telefonata (di quelle che si fanno ma a cui non si aspetta una risposta) è:come va con l’apparecchio? Ieri mi faceva particolarmente male, così ho risposto in modo inaspettato per mami e D.
Io: Eh, stasera fa tanto male. I denti tirano tutti.
Mamma: Tirano, poverino!
D: Pink non preoccuparti, è solo momentaneo, poi non sentirai più nulla.
Io: Eh, lo so. Ma ora non riesco neanche a mordere con i denti d’avanti.
Mamma: (risata isterica)
Io: Mà? Perchè ridi?
Mamma: No (risata), niente, (si sentono le due che confabulano).
D: (comincia a ridere)
Io: Beh, insomma perchè ridete? Io non posso mordere e voi ridete?
Mamma: (continuando a ridere). Si scusami, è che da quando sono diventata maestra sono completamente smaliziata. Ti mancherà mordere. (risate continue e sempre più folli).
Ok, quasi non ci credevo. Mamma stava parlando telefonicamente di pompini con suo figlio gay. Completamente paonazzo e senza parole ho cambiato discorso fino alla fine della chiamata. Ogni genitore è orgoglioso dei propri figli, ma non sarà un pò eccessivo? Comunque la mamma non sa che questo fine settimana probabilmente morderò!
Maglia Rossa
Giugno 15, 2008

A è tornata finalmente a Roma e con lei tanti ricordi ed emozioni. Ogni volta che io ed A. siamo insieme non si fa altro che parlare di relazioni (le sue), di sesso (il mio), di gossip (sulla Kidman e Madonna) e del suo dannatissimo (nonchè buonissimo) cibo. Praticamente due Desperate Housewives che vagano, inconsolabili, tra gli scompartimenti dei supermercatti alla ricerca di super sconti (solo lei, io compro in base alla bellezza delle scatole e la pochezza delle calorie).
Ieri abbiamo fatto un pò di shopping ed, essendo lei nuovamente single, abbiamo cominciato a rifare un vecchio giochetto che prima eravamo soliti fare alla Stazione Termini. Ogni volta che qualcuno vede un bel ragazzo conta 1 punto. Se lo si vede insieme vale solo mezzo punto, e mezzo ne valgono anche quei ragazzi non belli, ma pieni di carica sessuale. E’ finita 22 a 9 per me, ovviamente. Facendo questo gioco mi è venuto in mente un aneddoto di tanti anni fa. Circa quattro.
Eravamo alla libreria di Termini e, perdendo tempo tra gli scaffali (con A. gli scaffali sono praticamente una parte integrante di tutti i bei racconti) abbiamo cominciato ad osservare tutti i boy che, solitari, si aggiravano tra i libri. Uno di questi mi ha colpito più degli altri. Una maglia rossa aderente, pantalone scuro,
zaino nero in spalla. Capelli un pò mossi e corti. Occhi interessanti ed un sorriso come pochi altri mai visti. Lui ci osserva passando per andare alla cassa e sorride. Io ed A., con la bava alla bocca ricambiamo il gesto. Decido che quell’uomo deve essere la mia preda, ma troppo vergognoso per andarci di persona mando A. per mio conto.
Prima lo seguiamo per tutta la stazione, poi A. con il mio numero su di un pezzetto di carta si avvicina a Maglia Rossa per dargli l’ambasciata (usare questo termine fa di me un uomo d’altri tempi). Da come i due comunicano capisco subito una cosa: Lui è etero ed A. è sul punto di venire. Lei ritorna dicendomi che forse il tipo è etero. Io le confermo la cosa ed entrambi decidiamo di placare le pulsioni sessuali con del cibo. Ma, tra un morso al Big Mac ed un sorso di Cola, il cellulare squillò.
“Mi fa molto piacere che ti abbia colpito, ma mi dispiace, sono etero. Mi è capitato di fare sesso con altri uomini, ma solo perchè nella situazione c’erano altre donne. Però la tua amica mi piace!”. Ecco, pressappoco il messaggio era questo. Non solo era bono, non solo era libero, ma era anche ninfomane. A. non poteva fare altro che ringraziarmi. Cedetti a lei Maglia Rossa e la spinsi ad incontrarlo quella sera stessa.
I due per un periodo di un anno si sono visti rasentando quasi una relazione. Il miglior sesso di sempre con l’uomo peggiore al mondo. Quando la relazione è però, bruscamente, terminata, A. ne uscì vincitrice, scaricando il tanto sognato uomo che davvero non pensava che una donna potesse mai lasciarlo. Leggenda vuole (ma è effettivamente accaduto) che lui per settimane si sia appostato sotto casa di A. per riconquistarla, ma lei non ha demorso lasciandolo solo, nel buio della sua macchina.
Spesso le dico che dovrebbe risentirlo, perchè malgrado Maglia Rossa fosse un cazzone, è uno dei pochi uomini che mi hanno lasciato, vivido, in mente, il ricordo di un meraviglioso sorriso. Quel bellissimo sorriso che mi ricorderà ogni volta tutti gli indimenticabili momenti che io ed A. viviamo insieme.
Pornografia Odontoiatrica
Giugno 10, 2008
IL POST CHE SEGUE CONTIENE DEI RIFERIMENTI SESSUALI ESPLICITI. SE SEI DEBOLE DI STOMACO, FACILMENTE ALTERABILE O VUOI CHE L’IDEA PIA E CASTA CHE TI SEI FATTO DI PINK RIMANGA INTATTA (non credo che questa ultima affermazione sia propriamente vera), ALLORA GIRA LARGO E VAI A LEGGERE QUALCHE MIO VECCHIO POST.
“Dica AAAA”. Alcuni questa affermazione l’hanno ascoltata non solo negli ambienti medici. Magari in un letto, in una darkroom oppure dietro un cespuglio. Ma oggi io l’ho udita, nella sua versione più colorita, mentre ero sdraiato sul lettino del dentista. Cominciamo dall’inizio.
Da quando la mia ortodonzista mi ha ficcato sul palato l’apparecchio per allargare l’arco dentale ho dovuto rinunciare a molti piaceri quali limonate nelle nottate discotecare ubriache (dei cui impedimenti parlo qui e qui) e sesso orale, che per noi maschietti gay è decisamente importante. Tornando al palato, dapprima, L, l’ortodonzista, mi ha messo una specie di stecca metallica, ma, impedendomi anche di parlare (ed in quel periodo ero speaker in radio) me la sono fatta levare in due secondi. In realtà me la sono staccata con forza il giorno dopo avermela messa, e quello dopo avermela ri-rimessa, finchè, sbadatamente L. non l’ha distrutta (che peccato). Sapendo quindi le privazioni sessuali e psicologiche a cui andavo contro, prima di mettere una seconda versione meno invasiva dell’apparecchio (almeno con questa ho potuto parlare senza le sh sibilanti), decisi di fare una festa chiamata Goodbye Pompino Party. Come si intuisce dal nome, pur non avendo programmato niente di sessuale nella festa, i miei amici eterosessuali decisero di non partecipare. Niente male, visto che quella sera riuscii a realizzare un mio sogno erotico, ovvero fare sesso con un ragazzo dai capelli rossi.
Dopo questa serata, che da semplice bevuta al pub si era trasformata in sesso sfrenato con il mio sogno erotico, dissi Goodbye al blow job passivo continuando la mia vita sessuale senza questa piccola pratica. Le cose però poi si sono complicate quando anche i baci particolarmente appassionati diventavano vere macchine del sangue se, sbadatamente, non facevo attenzione o non avvisavo il partner. Perciò, questo mese, dopo ben 240 giorni di privazione, lingue ferite, spiegazioni bofonchiate in discoteca ed a letto, sono andato da L. puntando le mani sulla poltrona ed urlando “Levami sto cosoooo! Non voglio perdermi anche la stagione estiva!”.
Ora, L. è l’ortodonzista che si appoggia allo studio di D. che è il dentista ma anche mio cugino. Entrambi al mio urlo si sono messi a ridere e frasi sconce sono partite liberamente dalle bocche dei due. “Ma con l’apparecchio al palato potresti inventare nuove soluzioni”, ma anche la sopra riportata “Dica AAAA”. Io, ridendo e con il volto bordoux, ho detto che mi riferivo a tutte quelle cene estive in cui vorrei mangiare senza che il cibo si incastri nelle lamiere. Balla enorme e poco credibile; infatti D. ha subito ribattuto dicendo: “Cibo? La prossima cena quand’è? Ma non posso fare la stessa dieta?”. La situazione è degenerata ed infine, L. mi ha levato la ferraglia dalla bocca e mi ha donato nuovamente l’uso totale del mio palato.
Adios sesso incompleto, da domani ritorno al massimo! Che la dieta abbia inizio.
PinkPRIDE
Giugno 8, 2008
(Il ragazzo nel tondo Pink è lo straniero dalla mano furba)
Ed eccomi di ritorno dopo 24 ore di eccezzionale follia colorata e caciarona. Le ali ed il look total white hanno avuto un successo allucinante. Il momento più carino è stato quando 4 fotografi hanno cominciato a scattarmi foto facendomi mettere in posa. Praticamente sono stato protagonista del mio primo photocall. Entusiasmante. Per tutta la parata hanno continuato a scattare foto, farmi mettere in posa, farmi emulare il volo. E la povera Ag. che mi ha accompagnato e che gradiva non apparire sui giornali, saltellava a destra e sinistra per non farsi beccare dagli scatti. Ho ricevuto anche un piacevole complimento da un carabiniere che mi ha visto entrare nel bar per un gelato. “Ammazza l’angelo. Complimenti… io ero un pioniere del Mucca. Dovevate anna lo stesso a Piazza San Giovanni. La Chiesa non deve comannà”, e dopo un bacio ed una stretta di mano particolarmente forte sono andato via.
Il momento che ha però raggiunto l’apice dell’erotisco angelico è stato l’incontro con un ragazzo straniero. Mi ha fermato per farsi una foto con me. Lui era mooolto interessante. Dopo la foto ha abbassato la macchinetta verso il basso per fare una fotina alle parti basse. Un pazzo. Essendo lui piacevole, ed essendo io completamente preso dall’aria di libertà, abbiam cominciato a strusciarci finchè la sua mano non è finita dritta lì. Ah, il fascino delle ali e quello del suo sorriso. Accoppiata letale! La le ali hanno continuato a riscuotere successo anche dopo quando, una gigantesca travestita ha cominciato ad accarezzarmi tutto. “Sei molto bello ma se sei un angelo non farai sesso”. Io ho prontamente risposto dicendo che non sono la tipologia di angelo asessuato che tutti conoscono, ma una particolare tipologia di angelo che invece fa tantooo tantooo sesso”. Il travestito ha apprezzato piacevolmente. L’ho notato dal palpeggiamento. Fortuna che Ag. mi ha portato via da lì!
In serata le cose non sono andate diversamente!! Vestito da ragazaccio pom pom mi sono imbattuto in diversi figuri.
1. L’amico dell’università: In tutti i modi Ax. ha cercato di avvicinarmi. Tempo fa mi aveva confessato che se fosse fidanzato con uno come me mi terrebbe chiuso in camera per fare un sesso perenne. Si capisce facilmente il motivo per cui non l’abbia calcolato molto. A fine serata Ax mi ha avvicinato urlando “vai via senza salutareeeee???”. Ho dovuto sorridere e dire “Ciaooooo”.
2. Il ragazzo bendato. Tra tutti i ragazzuoli, l’unico che ha destato in me una piacevole attenzione è stato una boy con un occhio bendato da un cerotto. Probabilmente ha avuto un incidente qualche giorno fa, ma a me piace pensare che sia un pirata. Questo boy era con il suo fidanzato, praticamente un puffo. Dal palco, sul quale o sfogato la mia passione ballerina con Ag., l’ho puntato e piacevolmente ho scoperto che anche lui puntava me… mentre ballava con il puffo. Ha per due volte provato a mandare il puffo da qualche parte per poter parlare velocemente e scambioarci i numeri, ma niente da fare. Quel puffaccio non è andato via ed a fine serata sono andato via senza avvicinarlo. La mia missione sarà scovarlo al Gay Village. Ag, perrò non è certa che lo riesca a riconoscere senza benda, ma nessun problema, lo riconoscerò dal suo Galeone parcheggiato fuori dal locale.
Tutto sommato è andata benone la giornata. Un pò di cose sconcie sono accadute, ma diamine, va bene così. Quello che però mi ha turbato è stato pensare a me come parte di una coppia. Per la prima volta ho pensato che sarebbe bello avere una relazione. L’ho capito vedendo il modo in cui il pirata abbracciava il puffo. Dolce ed amorevole (per quanto mi ammiccava con l’occio ogni due secondi). Una nuova era sta cominciando. Buon Pride a tutti.
Relazioni sessuali Co.Co.Pro.
Maggio 12, 2008
Venerdì sera sarei dovuto andare a ballare con Ag. ma lei era troppo stanca perciò abbiamo optato per una tranquilla passeggiata in centro con cena e gelato. Durante la cena, nella desolazione del locale completamente vuoto per l’ora, io ed Ag abbiamo cominciato a chiacchierare di tutto ciò che ci passava per la testa finchè io non ho chiesto: “Ti è mai capitato di interrompere il sesso chiedendo al partner di vestirsi ed andarsene?”. Lei sbigottita e con gli occhi strabuzzanti dalle orbite mi risponde “No” e chiede spiegazioni.
A me è capitato due volte. La prima con un ragazzo che aveva utilizzato un termine non appropriato. Era qualcosa detto al femminile credo. La seconda con un certo Michele l’infermiere che durante il sesso ha lanciato un rutto senza neanche girare la faccia. Ha solo detto “Se vuoi stare con me dovrai abituarti!”. Intanto chi ti ha detto che voglio stare conte - ho pensato - e poi come cavolo ti permetti - ho ripensato. Guardandolo fisso negli occhi gli ho detto “Vestiti e vattene per cortesia”. Dopo un pò è andato via con mia immensa felicità.
Riflettendo su questi due aneddoti mi sono chiesto come mai Ag. non abbia mai avuto la possibilità di farlo. Ovviamente lei mi ha risposto dicendo che ha avuto “tutte storie molto lunghe perciò il partner lo conosci meglio”: Io, decisamente il suo Yang, ho avuto solo storie brevissime e sex free, o, come sono stati rinominati insieme ad Ag., tutte relazioni Co.Co.Pro. Insomma, nulla di trementamente intimo. Solo conoscenza, amicizia e sesso. Pensare ad un rapporto a due mi tormenta molto. Il principe azzurro, se ci deve essere, deve soddisfarmi, altrimenti chi me la fa fare? Io vivo troppo bene nel mio stato di singleitudine e per ora mi viene la pelle d’oca se penso al doppio spazzolino in bagno od alle due tazze con i nomi stampigliati storti sui manici. L’unico che fino ad ora ha un suo spazzolino nel mio bagno è Vago, e va benissimo così!
Voi avete mai avuto relazioni Co.Co.Pro?
Prince Albert: l’anello della nobiltà
Aprile 1, 2008
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Le cose bizzarre sono tantissime ed a volte è carino cercare di capire le motivazioni di alcuni atti o semplicemente ammirarne l’estetica di altri. Io sono sempre stato un appassionato della body modification. Vi spiego. A partire dal tatuaggio, fino al piercing o alle tremila altre pratiche, un vasto gruppo di uomini cerca in tutti i modi di rendere il proprio corpo un’opera d’arte. Qualcosa di assoluto. Un happening urbano moderno.
Scopo un ipotetico articolo, mi sono messo alla ricerca di alcune pratiche particolari. Una di queste è il famigerato piercing Prince Albert. Già in voga all’epoca vittoriana, questo piercing venne inventato dal Principe Alberto in persona. Il suo pene penzolava nei calzoni e decise che per l’igiene e per la comodità andava fatto qualcosa per migliorare la situazione. Si fece inserire un anello nel prepuzio che potesse essere agganciato all’interno del pantalone. Il sito internet Piercing-Outlet spiega in che modo viene effettuato il foro. “Questo stile di piercing ha lasciato nel frattempo i cortili nobili. L’anello va all’apertura dell’uretra fino alla zona dove il margine della testa del pene si incontra con il lato inferiore del fusto del pene. Adeguato al proprio rango è decorato solo con oro vero”. Se non avete ancora capito potete cliccare qui per una foto (attenzione, vietata ai minori). Quello che mi è subito balzato alla mente è: perchè in un’epoca in cui l’igiene è un must, continui ancora ad esistere il Principino? Solo colui che indossa il gioiellino può darmi una risposta. Sono entrato in una chat ed ho scandagliato i profili fino a trovarne uno di un ragazzo di Udine che da ben 15 anni ha il piercing. “L’ho fatto perchè mi provoca immenso piacere sessuale. Mi piace da vedere e mi soddisfa”. Il piacere sessuale è qualcosa che posso confermare. Ricordo con piacere alcuni momenti passati con un ragazzo che il piercing lo aveva. Per non scendere nei minimi dettagli, quelli vengono rivelati solo via mail in privato, ricordo che l’anello stimola le zone sensibili sia attivamente che passivamente. Il ragazzo della chat mi ha confessato che alcuni ragazzi non gradiscono l’anello e gli chiedono di toglierlo, ma in molti apprezzano e fanno i complimenti. Un altro ragazzo mi ha detto che il migliore specialista a Roma in piercing genitali è in via Valsolda. Praticamente a due passi contati da casa mia. Ho deciso quindi di andare nel negozio e parlare con il proprietario.
Questo pomeriggio sono uscito di casa verso le 17:00 diretto al piercing shop. Via Valsolda 63. Ho contato i civici ed infine mi sono ritrovato davanti il negozio. Inizialmente sono passato oltre ma poi sono ritornato indietro per entrare e fare le mie domande. Il ragazzo all’entrata è decisamente regolare, se non fosse per i lobi dilatati e una lacrimuccia tatuata sotto l’occhio. Chiedo gentilmente di spiegarmi tutto ciò che riguarda il Prince Albert. “L’esecuzione è realmente poco dolorosa. E’ come per qualsiasi altro piercing. Può sembrare il contrario ma in realtà infilando l’ago nell’uretra c’è solo un piccolissimo lembo di pelle a dividere le due estremità del gioiello”. La mia domanda più importante è però quella riguardo i tempi di cicatrizzazione. “Dopo pochi giorni il foro smette di sanguinare e le secrezioni finiscono. In realtà molto presto il piercing sembra del tutto guarito, ma la guarigione effettiva dura un mese o un mese e mezzo. La particolarità del piercing è che facendo sesso e con le erezioni, il foro del piercing si allarga sempre un pochino perciò risulta facile inserire degli anelli un pò più grandi. Quello di partenza è di almeno 2.4 mm ma poi con il tempo si può inserire uno più grande”. Prezzo del lavoro 120€.
Voi cosa ne pensate? Gradite le usanze nobili?
Il gingillo del personal trainer
Febbraio 3, 2008
Ecco, nessuno l’avrebbe mai detto, ma è successo. Mi sono iscritto in palestra. Lampi e fulmini scesero dal cielo quando firmai il contratto (per farla un pò epica), ma alla fine ci sono riuscito, ed ora per minimo 18 mesi devo frequentare il fitness club. Almeno il posto è favoloso, comunque, cercando di delineare il punto della situazione… cerco di gettare le basi per spiegarvi cosa di gingilloso è accaduto.Entro nel club, borsone in spalla, felpa con cappuccio vinaccio ed I-Pop con le urla di Madonna al massimo volume. Mi cambio velocemente e vado in sala attrezzi. MAURIZIO, il personal trainer, mi aspetta per farmi vedere il lavoro da fare. Ora, immaginatelo. Alto, massiccio e burino. Uno di quelli che non fa i sorrisini per farti piacere, ma come ha tenuto a sottolineare con un suo amico, è uno “che si fa li cazzi sua”. Insomma, il classico tipo che vedi e pensi “Santa Aguilera, ti ringrazio di cuore!”.
Tra un esercizio e l’altro non nascondo di aver gettato l’occhio verso Maurizio, tutto preso a sollevare quintalate di ferro. Finita tutta la scheda mi fermo e cerco tra le persone il trainer per ringraziarlo e salutarlo, ma niente. Maurizio era sparito. Mi incammino verso gli spogliatoi e, sorpresa delle sorprese, Maurizio mi si avvicina con il suo bel (!!) gingillo penzoloni.
Beh, potete immaginare. Un ragazzo alto, muscoloso e tatuato che ti fissa negli occhi e ti viene incontro mentre si asciuga il pipo. Un porno del COLT STUDIOS praticamente. Come se non bastasse si mette a chiacchierare con me e io non sono convinto di aver sentito molto di quello che mi ha detto, finchè non si è infilato gli slip.
Che belle le palestre… a saperlo prima mi sarei iscritto nel 1997.
Metti una sera a cena…
Febbraio 3, 2008
Che si immagini. Metti una sera a cena una coppia di ragazzi fidanzati gay, il loro amico gay, l’altro amico gay e la compagna di risate lesbica. Praticamente un gay pride. Un compleanno GLBT.
Insoma, metti una sera a cena, per un compleanno, questo gruppo di persone. Secondo voi cosa ne può uscire fuori? Beh, ve l’assicuro. Una serata fantastica. Tra discussioni amorose e dibattiti sui segni zodiacali, una risata dopo l’altra, ritorno a casa che ancora ho il sorriso sulla bocca.
Il primo, il festeggiato, è uno splendido esemplare di maschio romano. Alto, aitante, sensibile e dalle perfette doti culinarie. La coppia, CIp e Ciop, completamente presi l’uno dall’altra con i loro sorrisoni ad illuminare il tavolo. Che gioia. Il pezzo forte, la ragazza. E su di lei spenderei volenteri due parole. Giada, questo è il suo nome, è un’adoratrice delle donne,nel vero senso della parola. E’ una ragazza capace di stupirti con un’unica frase, e ve ne descrivo un esempio. Al tavolo si parla di un argomento appropriato per una pizzeria. La domanda era “Quante volte sei venuto in una notte?”. Mentre noi maschietti eravamo lì a discutere sul numero (che non ha superato mai in quantità delle dita di una mano), per così dire, delle venute in un’unica sera, Giada, completamente distaccata socchiude le labbra e dice: “Ma che ve devo dì. Io non le conto, ma almeno venti volte non me le veva nessuno!”. Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh, noi sbigottiti. 20 volte??? Ma accendo un cero alla Madonna di Pompei per potere avere una nottata così calorosa.
Io ho sempre detto di amare le serate gay, ma fidatevi, Mettete a cena un gruppo di amici gay e vedrete che serata insuperabile passerete. Auguri Roberto e vi aspetto tutti domani per il compleanni di Giada!









