Ogni anno questo periodo mi frega. Mi ritrovo a dover fare troppe cose, dedicare tempo a tutti, sorridere e saltellare per la città e sentirmi bene (ma solo per un breve istante). E’ accaduto lo scorso anno, quello prima, e non poteva mancare questo. Appena s’alza la temperatura il telefono trilla e mi ritrovo sommerso di persone che vogliono uscire, fare, dire, baciare. Alcuni di questi sono delle persone speciali a cui non posso rinunciare per nulla al mondo, ma, dover dire no per tutte le cose che ho da fare, mi rende triste, irascibile e terrilmente demotivato.

Ad ogni modo cerco di non trascurare nessuno e vivere intensamente ogni momento, ma poi, quando sono a casa divento malinconico. Forse non ho dedicato abbastanza tempo ai miei amici? Non dedico abbastanza tempo al lavoro? Non lascio spazio abbastanza allo studio? Io poi sono un ragazzo molto attaccato ai valori della famiglia e dell’amicizia che in nessun modo vorrei che, anche minimamente, venissero intaccati.

Così ieri è successo qualcosa. O, una ragazza con cui sono uscito qualche volta, mi aveva invitato ad un suo spettacolo di canto lirico. Le avevo detto che ci sarei stato e poi non ci siamo più sentiti. La scorsa mattina mi arriva un messaggio: “ti ho mandato una mail, ti ho scritto su msn, ma allo spettacolo non sei venuto e non hai detto che non l’avresti fatto”. Subito ho pensato ad una cosa triste. Mi son detto: Questo è il momento in cui il rapporto tra me ed O si rompe. E’ una fantastica persona che merita di essere conosciuta, e lo vorrei, ma se non è successo ancora, significa che devo mollare la presa. Mentalmente ho cancellato il suo numero pensando alla naturalezza di un rapporto che, pian piano, si sgretola per poi terminare.

Oggi, invece, chiama il Marinaio, mio grandissimo amico. Sono a Roma. Appena tornato dalla Francia. Vago viene a prendermi, noi quando ci vediamo? Ed eccomi rilanciato nella giostra. Quando ci vediamo?? E che ne so! avrei voluto rispondere, ma ho solo pensato e detto “Il 25 sera che ne dici?”.

Il 25 sera che ne dici?? Non è così che si trattano i propri amici, ma davvero non posso. Divido a pezzettini le mie giornate per poter condividere con tutti le gioie ed i dolori, cosciente che una chiusura sia utile a poco quanto niente, e cerco di darmi completamente. Sempre. Spero solo che tutti capiscano che se non ci sono non è perchè non mi va. Sarebbe il mio più grande dispiacere.

Goodbye J.

Maggio 17, 2008

Goodbye J. You’ll stay alive in our hearts.

Ieri sera ho pregato

Maggio 15, 2008

Ieri sera ho pregato. L’ho fatto per la prima volta. Non un Dio. Niente incroci di mani, niente cantilene e formule. Ho solamente pregato. Ho pregato a quell’energia che è in tutti noi e l’ho fatto per J.

J non la conosco molto ma fa parte della mia famiglia, quel pezzetto di famiglia americana che ho scoperto da poco. Ormai è due anni che lotta con il cancro ed ora, quando sembrava che le cose potessero andare meglio, il suo medico le ha detto che le radiazioni non hanno effetto. N. mi ha comunicato la notizia via mail ieri notte.

Questa è una di quelle situazioni in cui non si hanno parole da esprime. Non c’è abbraccio che possa alleviare il dolore e, nel mio letto, ho pregato. L’ho fatto affinchè si possa trovare una cura. Un nuovo barlume di speranza per una bellissima persona. L’ho fatto portando il volto al cielo, ma ascoltando quel debole brillare che è nelle nostre pance. Al centro del nostro corpo. Quella forza che ogni giorno ci permette di muoverci, pensare, agire. Niente di sacro, niente di profano.