PINK and the CINEMA


Finalmente l’ultimo giorno è finito. E’ stato anche il più intenso. Ora potrò finalmente dormire e nutrirmi, e passeggiango, non mi sembrerà di stare in una visione hippie con tuttii colori esaltati e la sensazione di camminare su una distesa di emninflex. Ma cosa è successo?

INIZIO GIORNATA. La giornata inizia con una scoperta sconvolgente. Arrivando rantolando all’Auditorium, con la pioggia e l’umidità, vedo apollaiate sul carpet le prime bimbeminkia giunte per il red carpet di NEW MOON. Ora, dico io. Già che sono le 8.45 e se devo fare sega, al massimo vado da Babinton’s a bere tè alla cannella, ma poi, se il red carpet comincia alle 16.30, e le altre colleghe minkie sono a scuola, che cosa ci venite a fare all’Auditorium?

JILIA & JULIE. Finalmente è arrivato il momento più gay della storia del festival. La proiezione del film con Maryl Streep che parla di una cuoca degli anni ‘50 che scrive un libro di cucina. Un tripudio di cibi, risolini ed icone gay. Un inizio perfetto ed un bel film rilassante

MARIELLA SPOGLIARELLO in arte Meryl Streep ha incontrato la stampa. Io, scapicollandomi come quella trans brasiliana delle Olimpiadi, ho preso il mio posto in prima fila. La Mariella Spogliarello parlava ed io pendevo dalle sue labbra. Intervistarla due volte nello stesso anno già è una cosa meravigliosa, ma starle talmente tanto vicino che ti arrivano le sputacchiate in faccia è proprio un’altra sensazione. Maryl ha parlato del film, e, come al solito, di tutte le cose che le passano per la testa. momento topico quando un giornalista (che dovrebbe essere ucciso) ha chiesto: “ci trova anche lei una forte vicinanza del suo personaggio al papa giovanni paolo quando lei dice “per dissossare l’anatra ci vuole pazienza am tutti ce la possono fare?” Ok. Domanda completamente composta con parole random. Lei ha risposto semplicemente: “Papa ed anatra…” e poi ha cominciato a ridere.

FRATELLI COEN. Questi due già mi stanno antipatici, poi cominciano a ridere quando i giornalisti fanno le domande ed in più fanno una ridicola conferenza stampa di venti minuti. Alla fine, come al solito, urla ed applausi per loro. Io, seriamente, trovo che siano dei paraculi interessanti e nulla di più.

NEW MOON. Il momento che aspettavo da 11 mesi, ma che dico, da un anno, è arrivato. La presentazione di 20 minuti di NEW MOON e l’intervista con il prossimo sostituto di Robert Pattinson sul Cioè. Del film effettivamente abbiamo visto solo una manciata di minuti, di cui più della metà erano immagini del licantorpo senza maglia. Per il resto solo chiacchiere con questi tre ragazzetti e qualche backstage. Ma lo spettacolo era fuori. Sul carpet sono arrivati gli sbandieratori di Volterra, e con loro le bimbeminkia urlanti, e quindi anche Pink. Poi sono arrivati sti tre vampironi e via con gli autografi e le urla spaccacristallo. Una ragazza l’ho vista camminare senza meta. Pinageva ed urlava: “mi ha toccatooooooo”. Ecco, volevo dirle, vatti a lavare che con questa suina non si sa mai.

Poi è calato l’abbiocco e dopo aver arrangiato dei pezzi, io e V (compagno fedele di viaggio), abbiamo dichiarato la CHIUSURA della quarta edizione del Festival Internazionale del Cinema di ROma. Torno a vivere.

00.43: Muniti di Fruittella, io e V siamo andati alla proiezione di A SERIOUS MAN dei fratelli Cohen. Esilaranti come al solito; over amati come sempre. Il film è carinissimo. Colorato, divertente, caratterizzato fino all’osso e totalmente 50’s. E’ una continua presa per il culo dell’ebraismo moderno e sarò proprio curioso di sentire i commenti su Ebreo Oggi. Saranno esilaranti come i Choen!

19.39: Visto ora il capolavoro BROTHERHOOD. NOn è perchè so gay, e non è perchè parla di una storia gay, ma questo film è quello che dovrebbe vincere. Parola mia e di tutti gli altri giornalisti. E’ una storia di amore all’interno di un gruppo di neo-nazisti. Certo, si può dire: banaleeee. Ma in realtà, banale, questo film, non lo è proprio. Non posso aspettare per guardarlo un’altrra volta.

In più, ennesimo gossip dalla sala stampa. Lotta tra gay, appunto, per accaparrarsi un articolo. Parlano a bassa voce per non creare confusione, ma i loro oggi, ed i loro gesti, dimostrano che in realtà sti due vorrebbero prendersi a capelli e trascinarsi per i corridoi dell’auditorium. Però che chic. Si sono vestiti a colore. tutti e due lilla.

14.29: Oggi sta festa del cinema offre tanto quanto un panino alla porchetta. Film poracci, poco glamour e per nulla appetibili (se la porchetta è quella della Conad). Quindi, in sala stampa, siamo tutti impegnati a ticchettare sul computer facendo finta di scrivere il pezzo che vincerà il pulitzer. Ma, io, che invece sono nato per il cazzeggio, in questa mezza giornata assonnata, me ne sto al pc a spiare. Il giornalista accanto a me è un porcone assurdo. Tutti i giorni se la passa su GayRomeo.it a cercare manzetti da portarsi a letto (o nel bagno dell’auditorium). Quando sono entrato nella sua cronologia per vedere un pò la mercanzia a cui è interessato, ho ben potuto trovare foto e foto di sgnoccoloni romani con il pipo in mano. Ebbravo il giornalista. Lui si che sa come riempire i tempi morti.

9.33: Bene bene bene. ieri una giornata di pausa. Non dal Festival (se, magari), ma dalla scrittura in genere. Con la lentezza ch emi ritrovo, un articolo lo scrivo in tre ore, e magari neanche lo publbico perhcè non mi piace. Sono lontani i tempi in cui, sveglio ed attivo, riuscivo a scrivere capolavori in tre minuti. Ma il festival finirà, ahhh se finirà.

Comunque tra ieri e l’altro ieri ho visto qualcosina:

  1. LAST STATION. La storia sugli ultimi giorni di TOlstoj non poteva essere più bella. Un film accademico ed importante. OK, era tanto che volevo usare il termine “accademico”, quindi, utilizzato, parliamo di sfrociate. In Last Station c’è Hellen Mirren, che quando la vedo mi ricorda il film THE QUEEN e vorrei subito cominciare a piangere. Hellen è la nonna che ogni gay vorrebbe avere. Bella, raffinata e britannica. Già mi immagino mentre prendo il thè con lei, tutti impettiti, parlando di gossip a corte.
  2. ASIA ARGENTO. Che uno pensa ad un incontro porno, invece Asia viene e comincia a fare la suora. “Sono timida”, “non sono una cattiva ragazza, “bla bla bla”, si ok. CI crediamo tutti. Più che altro nessuno sospetta che mentre dici di fare la suora non stai pensando ad altro che baciare un alsaziano, fare sesso con una tigre e legare un frocio tatuato.
  3. OGGI SPOSI è un film carino. Uno dei pochi italiani interessanti. All’uscita della sala ci hanno regalato le bomboniere da matrimonio. Tipo una confettata proveniente da Sulmona. Una goduria che causerà sulla mia faccia la nascita di una galassia di brufoli.

15.52 Ancora GOSSIP su George Clooney e la Canalis. PAre che un giornalista abbia chiesto all’addetto stampa se i due si sarebbero presentati insieme sul carpet. L’addetto ha risposto testuali parole: “Clooney e la Canalis hanno concordato per fare la passerella mano nella mano”. Interessante che una coppia debba conbcordare se passeggiare mano nella mano o no.

14.15 Sono arrivate all’auditorium almeno 60 suore. la sfiga si propaga per le sale del Festival. Ma visto che qui c’è anche Asia Argento, mi sto chiedendo se andranno a fuoco prima le suore oppure Asia.

9.43 NOn poteva cominciare peggio questa giornata. No, non parlo della sveglia che non ho sentito. Non parlo della cacca che non riesco a fare. Non parlo della fame che mi attanaglia da giorni. Parlo del film di STEFANIA SANDRELLI. Moh, io sono arrivato qui sbattendomi. Ho fatto tutto di fretta solo per correre in anticipata stampa e vedere sto CHRISTINE/CRISTINA e dopo venti minuti di proiezione ho pensato: “ho perso dei preaziosi minuti della mia vita”. Anche uscire in strada e ruttare per venti minuti sarebbe stato più costruttivo. La Sandrelli non è mai stata capace a fare molto, e quindi voleva dimostrarci che non sa fare neanche la regista.

Ieri sera, invece, ho visto lo splendido PERNASSUS. Ultimo film di HEATH LEDGER, diretto da TERRY GILLIAM, PERNASUSS è un film toccante, divertente, pesante e davvero ben fatto. E’ una storia sulle scelte e sulla fantasia. E’ un fantasy moderno che consiglio a tutti.

19:29. Accompagnare mia sorella ed il fidanzato non ha prezzo. Pare il primo giorno di scuola. Io all’ingresso e lei che SBAM, na taccata sul tappeto e via, sorridente, felice. Queste cose non sono solo glamour. SOno un modo per esserci. Per sentirsi, non speciali, ma semplicemente bene. Ed io mi sento molto più felice ad accompagnare lei che andarci sopra!

DSC_0233

16:05. Manifestazione liberamente frociarella per il Trio Medusa, doppiatori di ASTRO BOY. Al photocall hanno espresso la loro vicinanza alla comunità gay lanciandosi in un bacio omo davanti ai fotografi. Grande il Trio. (foto per gentile concessione di Andrea Poppiti)

15:11. Intervistato SILVIO MUCCINO che s’è tolzo la zeppola e s’è fatto più gnappo. Certo, sempre lo stesso è, però, almeno ora non ti verrebbe da picchiarlo quando dice le parole con la S. Conferenza toccante quella per THE IMMAGINARIUM OF DOCTOR PERNASSUS. TERRY GILLIAM ha risposto a cuore aperto alle domande su Heath Ledger. C’è gente che ha pianto, giuro. Ora sono curioso di vedere la reazione di quelle persone durante la proiezione del film. Le stime dicono che ci saranno come minimo un paio di suicidi, mentre apparecchi elettronici saranno ben attenti a controllare che nessun auto lesionista cominci a tagliarsi con dei pezzi di vetro.

AGGIORNAMENTO: Pare che Clooney abbia pagato per non far pubblicare delle foto. Pare che in queste foto non ci fosse la Canalis. Pare che i vigilanti dell’Auditorium ne parlino tutto il tempo. PARE.

PA180719

Sala stampa. Ore 9.30.

9:40. Oggi mi sono svegliato con calma, perchè non ho sentito la sveglia. Quindi, sono uscito di casa alle 7:30 di mattina, di domanica, con il freddo, e la pioggia. UNA DESOLAZIONE. Com’è andata ieri?

UP IN THE AIR era il film con la Canalis… cioè, con Clunei. Giorgio Clunei si è presentato sul carpet con quella culona della Canalis che ha portato con orgoglio e pomposità le due sue famose tette davanti a tutti i fotografi. In posa con Clunei, pareva dicesse: Fotografate che ve la faccio vedere io la coppia finta! Tiè! VOCI INDISCRETE però, parlano di un PAGAMENTO di 200.000 EURO, dati da Clunei alla Canalis, per farsi accompagnare! Perchè? è insisntente ormai la voce che Clunei sia GAY. In conferenza stampa l’hanno tutti chiesto, e PARE, ma pare, che lui voglia mettere a tacere la cosa assoldando la sua PRETTY WOMAN. Nice catch George!

INCONTRO CON RICHARD GERE. Riccardo è intanto sexy, poi gnocco, poi gentile e sorridente. PEr tutto l’incontro ha amoreggiato con il pubblico ricordando gli aneddoti della sua vita. NEl momento delle domande dalla platea si alza una che mi pareva di riconoscere. ENRICA BONACCORTI con il suo capello color paglia, ha ocminciato a dire: io ti amo. sei il massimo. sei gnocco. Vorrei farmi sbattere in bagno, pareva volesse dire, poi finalmente la sua domanda interessante dul buddismo. Infine, la Bonaccorti è stata pure l’unica a fare una domanda figa, e quindi rimane un mito (oltre che l’unica e sola madrina di NON E’ LA RAI).

OGGI invece incontro con TERRY GILLIAM, per LE IMMAGINARIE AVVENTURE DEL DOTTOR PERNASSUS. PAOLA CORTELLESI, per un film sulle tartarughe che non si sa di che parla e SILVIO ZEPPOLA MUCCINO che doppia ASTROBOY. Well Well Well, ci sentiamo dopo con qualche pizzicata gossippare.

PA170705

15.42: Busy Busy day. Ecco cosa è successo oggi:  

  1. George Clooney arriva al Festival mostrando la sua usuale faccia di cazzo.
  2. La Canalis entra in sala stampa per parlare con una sua amica. I più maligni credono sia entrata per dire alla stampa: “BElli io sto davvero con Giorgio.
  3. Richard Gere ha annullato il red carpet e photocall senza motivo alcuno. I mal pensanti pensano che non vuole passeggiare per i fotografi sotto la pioggia.
  4. Un uomo si denuda in pubblico, ma i fotografi non lo cagano perchè stanno festeggiando l’allullamento del carpet di Clooney.
  5. I miei amici hanno mesos su un giro di solidarietà per starmi vicino in questi giorni assurdi.

TOH, vi regalo la foto della faccia di cazzo di Clooney, che fa sempre piacere.

09.29: Rantolante più degli altri giorni. Oggi il Festival dovrebbe entrare nelpieno delle sue forze, che per forze, si intende che non ci siano grandi premiere con l’effetto soporifero. La sala stampa è ancora vuota, e quindi mi metto a lavoro. Buongiorno Blog!

PA170693

Roma. Ore 6:50. Piazza Repubblica.

1.27 (di notte): Appena arrivato a casa e per nulla pronto per la sveglia di domani alle 6:30. In ogni caso, brevemente, perchè sto scoppiando per la cacca, la fame ed il sonno, ho visto il tanto parlato VIOLA DEL MARE, film lesbico del Festival. In pratica è una poracciata che pare L World in versione Sicilia dell’800. Che poi nel film si sposano tra donne e fanno pure i figlio, quindi figuriamopci quanto queste siano incostituzionali. In ogni caso, ancora sconvolto per le dita ficcate nelle vagine che spesso si propongono nell pellicola, vado a dormire… o morire. A Domani

PA160660PA160688

18.43: VIsto il film più bello e straziante del mondo HACHIKO: A DOG’S STORY. La storia vera di un cane, talmente tanto affezzionato al padrone, che quando è morto, non ha mai smesso di andare alla stazione ad aspettarlo. Un film che per un’ora ha fatto piangere tutti. Fontane all’auditorium. UNa tragedia. Una tristezza unica. UN’emozione irripetibile. Un film grandioso quanto semplice. Un film che mi ha fatto ricordare cosa significa amare incondizionatamente e darsi non solo con il fisico, ma specialmente con lo spirito.

Detto ciò, let’s go with the Gossip. Intervistato RICHARD GERE, che è di un fascino assurdo. Lui parla e tutti sospirano. Disponibile e sexy fino all’inverosimile. Ero indeciso se fare domande o lanciarmi al suo collo per ballare il tango come in Shall we dance. Successive interviste alla CUCINOTTA, SOLARINO e GIANNA NANNINI per il film più lesbico della storia del cinema internazionale ed interplanetario. Lelle si slinguazzano nell’pantica sicilia al ritmo rockeggiante della Principessa Nannini. Chiedendole un autografo per Clod, la Nannolona è stata molto disponibile. Poi si è avvicinatga una ragazza col microfono per chiedere un parere flash sul film. Lei, vestita più maschia di uno a caso di Forza Nuova ha risposto: “Senti, ma io non le lascio le interviste che durano quanto ad una sveltina”. Evviva le lesbiche che rendono sempre più camp questo festival. Tra un pò vedrò un film che non so come si chiama e poi visione notturna di VIOLA DI PARE, appunto, l’opera lesbica.

11.46: Sbattuti fuori da una sala da una mandria di bambini. Li odio. Litigato con l’Ufficio Stampa. Perso un pacco di sigarette da 20. Nulla di importante da scrivere. Vivo pensando a Richard Gere, al concertino di Noa all’incontro FAO ed all’intervista a quella ragazzina di Gianna Nannini che probabilmente, per il film delle lesbiche, arriverà sul carpet sgommando con la sua Hammer…come ogni principessina farebbe.

9.33: Sala stampa. Sveglia alle 6:30. Cocktail di Efferralgan e via. Alla Festa del cinema ci sono due categorie di Badge. I PRESS e tutti gli atri. Tra gli “altri”, la più inutile è quella dei CULTURAL, che sarebbe pure interessante, se non fosse che le persone che hanno quel badge sono tutte incazzate, acide, stancanti e ripetitive. Perciò io vengo qui all’alba. PEr essere il primo della fila ed andare a fare colazione con la Sacher Torta! Buongiorno blog!

PA160652

23:30. Durante la proiezione di TRIAGE mi sono addormentato per 5 minuti. Ho cominciato a sognare di pomiciare con Collin Farrell dal capello lungo quando V mi ha svegliato dicendo: se fosse stato High school Musical non ti saresti mai addormentato. Film bellissimo e vippolotti abbondanti. Le vecchie al botox sono tutte vestite da battone con annessa pelliccia. In prima fila Alemanno e moglie. Desica, con l’amante Paolo Conticini, seduti poco dietro, erano la coppia più gay della sala. La peggio Margherita Buy, bellissima in champagne e con la solita espressione di quella che non sa dove si trova e in che anno siamo. Uscendo sbatto contro Gabriele Muccino e mi cade addosso Enrico Loverso. Io, sfatto ed assonnato mi sono fatto travolgere, per poi correre a mangiare sushi. Ora a letto, aspettando con ansia l’incontro con il miglior conoscitore di prostitute, nonchè Richard Gere.

18:22. Il mio rologio era un’ora avanti ed ho quasi saltato la conferenza con Saruman cioè Christopher Lee. Direi proprio che la cosa migliore del mio  articolo su TRIAGE sarà la fotografia venuta male e scattata furtivamente in conferenza. Intanto la cicciona arraffona di una giornalista famosa per essere una cleptomane ha cominciato a raccimolare il suo bottino. I gadget ormai passano prima dalla sua borsa. Mi hanno anche rilasciato il pass per il Levi’s Mov Lounge, e già so che il prosecco sarà l’elemento vitale che mi terrà in vita in questi cinque giorni.

PA150650

Christopher Lee AKA Saruman

13.11: Si apre il Festival non con TRIAGE, ma con lo sciopero dei fotografi. “Ce. se volete stiamo a fa no sicopero che ce trattano come l’animali”, ha detto una fotografa che invitava noi giornalisti a documentare la cosa. Grazie, a Cì ma semo tutti occupati a cazzeggià su feisbuk

AGGIORNAMENTO: Ho sbagliato a mandare la nuova foto per il pass. Ora mi ritrovo il badge stampa con stampata la mia fotoo del Gay Pride, con tanto di ali. Sono il giornalista più frocio della festa del cinema. Come minimo, appena andrò in bagno, qualcuno verrà a menarmi!

8.00: Arrivo all’Auditorium. Sfrattati, quest’anno, dal Bernini Bristol, a me e V, ci tocca fare la fila come gli altri mortali. Dietro di me una è vestita come le poltrone delle nonne. vestito nero aderentissimo e camicia di pizzi e merletti. Borsa gucci e faccia da trans. Le dico che non è la fila per le liste di Muccassassina? La vecchia cacacazzi di turno parla sola e si dispera in continuazione. Le chiedo di stare zitta e gli altri mi spiegano che in quattro anni non l’hanno mai vista sorridere. Tanto vale farla disperare. Domani sarò crudele, e stanco come sono, sarà davvero un gioco da ragazzi!

(continua…)

rugbyRitorno a mucca dopo troppo tempo ed ovviamente capisco che questa sarebbe stata la mia serata. Bracciale privè, timbro su mano, drink omaggio, trucco da giocatore di rugby incazzato e via, verso i corridoi mucchesi pieni di maschiacci in kilt.

Sono andato con Boh, con il quale cerco di mettere su un’amicizia. Insomma, la serata si scalda, i drink ci aiutano e dopo un’ora sono ubriaco. Tanto ubriaco. Si danza porca, come direbbe Britney, per poi dirigerci su al privè. Con tutto che girava, barcollando, riesco a fare le scale sorridente. Arrivato su, tra i puff pelosi ed i ragazzi depilati scorgo Leopoldo Mastelloni, maschia come non mai, e vado avanti.

Ci appartiamo sui divanetti, e, o mammasantissima cosa non è successo. Il bacio è diventato una ventosa, le mani due polipi, i corpi non si sa. Sotto gli occhi indiscreti di qualche cessa palestrata non potevo che godermi il momento. Inerte e maiale. E mentre lo baciavo in pista c’era la festa. Fumo, sudore, coriandoli ed io e Boh nelle pratiche più pornografiche che si possano immaginare.  Poi si torna a ballare.

Con le labbra gonfie che sembravo la Parietti, il trucco un pò sfatto che sembravo una battona, in mezzo alla pista, figo, rilassato, finalmente felice, l’ho sentito. Quel senso di appartenenza che non ti fa sentire fuori luogo. Quel voler giocare con gli altri e sentirti te stesso. E mentre questo senso di appartenenza mi faceva divertire, eccomi di nuovo nel privè, dove ogni tipo di limite e decenza pubblica è stato superato.

E dopo un tempo indeterminato ed una pomiciata da record (venti minuti di seguito?), mentre Boh era sdraiato con la camicia sbottonata ed io ero totalmente sopra di lui per baciarlo (e stuprarlo) il buttafuori si avvicina e gentile, tanto quanto imbarazzato, ci dice: “ragazzi il privè sta per chiudere”, e, cazzo, diamo uno sguardo in giro e non c’era più nessuno. Ma quanto tempo abbiamo passato lì su.?

E la serata, non ancora terminata, è finita con una piacevole chiacchierata con tre trans dal paninaro. “Sembri la cantante delle Pussycat Dolls” faccio ad una che è più figa di Nicole Scherzinger. E lei: “Ma quale delle 5?”. Ed io: “Quella più brava e bella!”. E la terza trans: “Se, quella più puttana”. E la terza aggiunge: “Che poi quella rossa è una trans operata. Lo sapevate?”. Ed io volevo morire dal ridere. Lo scoop trans della nottata servito su un piatto di plastica.

Camminando come una prostituta e parlando come Maria de Filippi sono andato in macchina. Contento.

australia_movie

Finalmente, finalmente, finalmente. Sono passati 8 anni da Moulin Rouge!,  film visto almeno 40 volte che mi ha distrutto, ricomposto e nuovamente distrutto, ma finalmente Buz Luhrmann torna al cinema con Australia. E nulla di più potevo chiedere. Ieri sera, davanti allo schermo, sembravo la piccola Lurdes che vede la Madonna. Assorto e luminoso.

Praticamente il film contiene tutto ciò che cercavo. E’ il nuovo Via col vento. Ci sono i bicipiti di Jugh Jackman, Nicole Kidman splendida splendente, c’è il mago di Oz, la guerra, la passione, la vendetta, le lacrime e tanto amore. Un bel melodramma di quelli potenti, che fanno piangere le donnone ricamatrici e sbottare gli uomini silenziosi (che di nascosto sperano che Nicoletta finalmente sposi Hugghino).

Australia, parla di questa favolosa terra, ai tempi in cui i neri erano solo feccia, i mulatti persone da evitare ed i bianchi il popolo eletto. Nelle lande desolate, scoppia l’amore tra la ricca inglese, Nicole Kidman, ed il mandriano caliente, Hugh Jackman. I due si ameranno in uno scenario di guerra, e distruzione, in cui una canzone sola potrà servire a mantenere alta la speranza di riabbracciarsi.

Certo, non c’è in tutto Australia una sola scena che si avvicini al topico momento in cui Rossella O’hara stacca le tende verdi per fare un vestito, ma diamine, Nicole (un pò botox style), Hugh, e la magia aborigena svegliano in me quella voglia di passione ed amore che solo Buz sa raccontare così bene.

E quasi in lacrime sono uscito dalla saletta, e sono certo che questo film fa ormai parte della mia lista dei preferiti. Ed io fuggo in Australia alla ricerca di un mandriano. Ed ovviamente, all’obra di un baobab, qualche aborigeno mi sentirà dire “ed io ti ascolterò” (in sostituzione alla vecchia “domani è un altro giorno”), ed il vento mi scompiglierà i capelli!

Finally, finally, finally! Are passed 8 years since Moulin Rouge! film that I saw al least 40 times. It destroyed me, reformed me, end again destroyed me, but finally Buz Luhrmann come back on theatre with Australia. And I cannot ask anything else. In front of the screen I looked like Lourdes who saw Madonna; thoughtful and lightning.

Practically the film has all I was searching for. It’s the new Gone with wind. There is the Hugh Jackman’s biceps, the glorious gleaming Nicole Kidman, there is the Widzard of Oz, the war, passion, tears and a lot of love. It’s such a powerful melodrama who makes fat women cry and makes silent men burst out (but they all hope Nicole and Hugh get merry).

Australia talks about this gorgeous land at time the Blacks was only shit, the Mulattos was people to avoid and the White was the peculiar people. In the lonely land the love between the rich English woman, Nicole Kidman, and the caliente cowboy, Hug Jackman, brusts. The two will love each other in a scenario of war and destruction where only a song could help to keep high the hope to meet again.

However there is not in the whole Australia a single scene similar at the topic moment when Rossella O’hara take out the green curtains to make a dress, but what the hell, Nicole (a little bit botox style), Hugh and the aboriginal magic awake on me that need of passion and love that only Buz can tell in such a good way.

And I got out of the room almost in tears and I’m sure this film is now part of my list of best film. And now I escape in Australia to search a cowboy. And obviously in the shade of a monkey bread some aboriginals will listen me to say “and I’ll listen you” (on substitution of the oldest  “tomorrow it will be another day”), and the wind will messes up my hair.

Ultimo giorno dedicato al Festival. Finalmente! Non ne potevo più. Tanto cinema, troppo lavoro, orari serrati, pasti scontati. Ora è tutto finito. Per la ceppa, sono un uomo libero!!! E ieri, con chiusura degna, è stata una giornata frenetica e piena, anzi stracolma, di eventi e spifferate.

TWILIGHT: I fan di Twilight sono in delizio. Aspettano tutti di vedere passare i due protagonisti sul carper. Ma all’improvviso comincia a diluviare. Perfetta afmosfera per accogliere i vampiri. Ma le ragazze (tutte grandicelle) resistono. Gli ombrelli si spezzano, le loro schiene anche, ma loro vogliono avere l’autografo dei due. Kristin Stewart e Robert Pattinson arrivano sul tappeto e sfilano nelle urla lancinanti dei fan. Entrano nell’Auditorium e comincia lo spettacolo. Non il film, ma l’osservazione sella strafatta Kristin Stewart che arriva all’incontro si siede e non riesce a spiccicare una parola una! Le ragazzine, troppo ingenue, non capiscono. Ma ci penso io ad aporire gli occhi a ste nane. Dall’alto della mia poltrona comincio a trillare “E’ fattissssiiiiimaaaaa”. E le ragazze si congelano. Quasi non vogliono crederci. Nel frattempo il Kristin Stewart Show continua. Lei mette su il cappuccio del giubottino, non riesce a parlare, muove istericamente i piedi e le mani e finalmente capiscono tutti che è meglio che l’incontro finisca. Questa ragazza è già il mio mito!

THEATRE OF WAR: La Meryl Streep dove la metti la metti è sempre la migliore. E’ l’unica che riuscirebbe a fare un film di natale e prendere un oscar. E ieri sera è stato presentato un documentario con lei protagonista. E’ il backstage sello spettacolo teatrale Mother Courage andato in scena al Central Park nel 2006. Lei fa piangere, e distrugge con le interpetazioni di una donna che si vede decimare la famiglia, ma ancora ha la forza di cantare. Un documentario tanto pesante quanto bello!

MISSING: L’ultima frase di V prima che il film cominciasse è stata “Questo film sarà bellissimo. Il regista è un mostro sacro”. Poi, sfortunatamente la proiezione comincia senza nessun problema tecnico alcuno. Io ci stavo sperando fortemente, ma nulla. I titoli d’inizio cominciano e già penso “devo trovare una posizione comoda per dormire”. La storia è quella di una coppia che ama le immersioni. Lui si immerge vicino una vecchia città sommersa. Lei comincia a vedere i fantasmi. Lui muore. La sorella di lui va a fare immersioni. Un’amica di lei vede il fantasma di lui. Fantasmi ovunque. E poi mi piacerebbe dire come continua, ma sono uscito di corsa dalla sala. Io già di mio non riconosco i volti cinesi, figuriamoci a seguire un intero film parlato in giapponese, coproduzione cinese, con sottotitoli in italiano sbagliati. Meglio un caffè americano aspettando l’ultimo film del festival.

ROCKNROLLA: Ebbene si, aspettavo questo film da tempo. Il regista è Guy Richie, ex marito di Madonna. Fighissimo cineasta e regista di spot e video musicali. I suoi primi film, tranne quello con Madonnaccia, mi sono piaciuti, perciò non avrei potuto chiudere il festival in modo migliore. Inizio proiezione 00:30 della notte. Durata del film 2h. Ritardo inizio proiezione 15 minuti. Insomma, si deve essere proprio fan per vedere una proiezione del genere. Il film comincia ed io già muovo l’anca sulle note rock. Gli attori, tutti boni, allietano la vista, ed insieme alle alliccinazioni da stanchezza, fame isterica, e visioni mistiche, sembrava mi fossi fatto qualcosa di davvero buono. Magari un taglio Rocknrolla. Lo stesso usato dalla nuova icona nascente Kristin Stewart.

Il Festival finisce qui. Ed ora ho bisogno di almeno 12 mesi per riprendermi. Giusto il tempo che cominci una nuova edizione (speriamo meno sfigata) del Festival Internazionale del Film di Roma.

Pagina Successiva »