Questa mattina mi sono concesso una passeggiata on-line. Cominciando a visitare tutti i siti in preferiti mi sono imbattuto in una vignetta disegnata da un certo canemucca. Il disegno, abbastanza spinto, è quello di una coppia che sta per fare sesso. La ragazza sotto ed il ragazzo sopra. Ma questo non importa, quello che mi ha colopito è stato un dettaglio che il disegnatore ha deciso di inserire sul fisico del ragazzo. sul braccio ha disegnato un tatuaggio. Un asso di bastoni! Si lo ammetto, non è il massimo della finezza, però mi ha colpito, come a ricordarmi qualcosa di familiare.

Preso dall’istinto giornalistico ho cominciato a fare qualche ricercuzza. Prima nei siti di tatuaggi poi più in generale. Dapprima ho scoperto il significato del simbolo. “Ci sono motivi ben precisi, l’asso di bastoni rappresenta nel linguaggio delle carte: forza di volontà, nascita, inizio, principio, creazione e crescita, famiglia, valori, obbedienza, rispetto della tradizione”, spiega Iltas Bugs. Ma un rimando particolarissimo viene fatto un pò ovunque alla cultura barese. A Bari le organizzazioni mafiose usavano scegliere un simbolo delle carte per contraddistinguersi, ed uno di questi era proprio l’asso di bastone. Ma perchè?

Il motivo è semplice. Il significato dell’asso di bastoni, oltre che rappresentare l’insegna dei circoli ricreativi e del ludico, simboleggia qualcosa di sessuale. Il pene viene rivisto nel bastone (qui le battute si fanno spinte) e per questo motivo il simbolo è scelto spesso dal maschio barese. Il blogger Skatzi Nostri ha stilato una lista delle cose che non puoi non notare a Bari. Direttamente al dodicesimo posto si piazza “Il tatuaggio a forma di asso di bastoni”, e tutto torna. Anche P., che per molti anni ha vissuto a Bari mi conferma ogni singola notizia aggiungendo però che è più facile trovare il tattoo su camionisti e contrabbandieri.

Nel frattempo penso che non sarebbe male come tatuaggio perchè comunque la forma del simbolo ed i colori sono alquanto caratteristici. Poi c’è il riferimento sessuale ed il legame con Bari, città che io follemente amo. Ma nessuno si preoccupi. Non ho intenzione di tatuarmi l’asso sul braccio. Per ora è in lista d’attesa un solo tatuaggio con ben altri significati. Quando lo farò questa estate a New York ve ne parlerò!

Ah, ultima chicca. A Bari si usa dire spesso una frase. “Vin do che ti a calà uass d’mazz”. Avete bisogno di una traduzione?

Origliando in palestra si scoprono tante cose. Nell’ultima settimana ho sentito i più interessanti dei dialoghi che si possono sentire mentre fai sollevamento peso. Oggi è entrato un ragazzo (orribile) che praticamente conosce tutti e ci prova con tutte le ragazze del club. Tra una battuta e l’altra ha sollevato l’impossibile, contorcendosi ed urlando. Io ero con i miei pesetti da 4 kg ad allenare i bicipiti, quando il ragazzo accanto a me ha cominciato a sollevare qualcosa come 5.000 quintali di metallo. L’amico (ma davvero orrendo) di cui parlavamo prima si mette ad osservarlo e urla (che finezza): “Anvedì quanto si ommo. Vorrà dì che torni de moda”. Il ragazzo accanto a me posa i pesi si gira verso il suo amico (seriamente orribile) e con una vocina roca e gli occhi fuori dalle palpebre risponde: “E quanno ritorno de moda. Vanno de moda solo i froci e i cinesi!”. Perle di saggezza in palestra.

Sempre oggi, il ragazzo orrendo si mette a sollevare la qualunque vicino la mia panca chiacchierando con un bel ragazzo senza capelli (hum, interessante) riguardo una cena che faranno il prossimo week-end. Quando il pelato fascinoso si alza per andare via, sento l’orribile sussurrare: “Nun hai idea di quanto me manca un ragazzo”. Sessualità svelata. L’orrendo è gay ma non vuole che si sappia e per questo ci prova con tutte.

Regola #1 per mantenere un segreto: Non fidarsi mai di chi ha l’I-pod nelle orecchie. Potrebbe essere spento.

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Ormai quasi tutti lo sanno che dopo millenni mi sono iscritto in palestra, ma la noia mortale che nasce dal cuore quando faccio esercizi sugli attrezzi, mi porta a svagare la mia mente osservando gli altri frequentatori del fitness club. Praticamente mi impiccio della vita degli altri cercando di carpirne i segreti più reconditi. Avendo osservato l’ambiente per il tempo necessario, posso di seguito elencare le categorie dei palestranti.
  • So-figo-io-tu-no Non posso cominciare se non da questa prima tipologia. Il tipo So-figo-io-tu-no è una persona che entra in sala vestito neanche fosse il galà e posizionato su un attrezzo qualunque (basta che sia vicino ad uno specchio), fa gli esercizi interrompendosi spesso per ammirare le braccia scolpite o per sistemare i capelli. Il suffisso finale TU-NO viene aggiunto quando il nostro uomo sovente squadra le persone che ritiene brutte facendo un ghigno con la bocca. Praticamente lo fa con tutti perchè lui è il più bello.
  • La tipa Dove-sono-capitata Questa tipologia di persona è facilmente riconoscibile dall’aspetto fisico. Nella maggior parte dei casi sono ragazze un pò grassoccie e timide che optano per un attrezzo posizionato il più possibile lontano da ogni creatura respirante. Alcune di queste lanciano furtive occhiare alle altre persone per capire come ci si deve comportare, sperando che nessuno le becchi. Caratteristica principale è l’arrossamento perenne delle guanciotte. Adorabili come le mugnaie svizzere.
  • Il cubista Se i cubisti sono boni e palestrati lo si deve alle belle e grandi palestre che li ospitano. Uomo massiccio e con la vocina, il cubista, usualmente veste rifacendosi agli anni ‘90, con canottiere che se fossero aderenti sarebbe una fortuna e felpe senza maniche e sopra l’ombelico indossate quasi fossero degli scialli di pelliccia al teatro dell’opera. Tatuato e depilato, appena entra in sala suscita scompensi ormonali in tutte le ragazze ed i gay. A questo punto la tipa Dove-sono-capitata viene ricoverata in rianimazione.
  • L’intellettuale Questa tipologia di palestrante è molto difficile da avvistare. Non seguendo orari fissi, lo si vede sbucare da un momento all’altro con un libro in mano. Vestito come se fosse a passeggio (per sottolineare la non appartenenza al luogo), indossa un cappellino per coprire il viso e tra una pausa e l’altra prende il suo bel romanzo e lo legge il più intensamente possibile. L’intellettuale ha anche una variante femminile che opta per lo studio della storia dell’arte tra una cyclette ed una corsetta. Entrambe le tipologie passano almeno tre ore in palestra pechè quando cominciano a leggere dimenticano di essere in palestra.
  • La donna back story Di sicuro la mia preferita, la donna back story non è mai giovane. Con un’età indefinita tra i 40 ed i 50, ha uno sguardo truce ed indossa sempre dei mini top un pò lacerati. Sfidando qualsiasi legge fisica, carica sulle minute braccia quintalate di pesi e con fare degno di Shila Carter, sfoggia il suo tatuaggio degno delle migliori carceri. Mi piace pensare che la donna back story abbia un passato sconvolgente fatto di rap e malavita, ma nella maggior parte dei casi sono solo donne con un pessimo gusto per l’estetica.
  • Il vecchio inciucione Facile da descrivere, il vecchio inciucione è un signore sulla sessantina (se ti va bene) che passa le sue ore di fitness a lanciare sguardi ammiccanti ai maschietti che si allenano con tanta lena. Questo personaggio è anche conosciuto come Il vecchio col pipo in mano per un ovvia posizione che adotta quando, denudato, si cambia negli spogliatoi.
  • L’uomo ARRRR Ultimo in questa lista, ma non certo per inportanza, l’uomo ARRRR è quello che diverte di più. Con un fisico più massiccio di un tir, quest’uomo solleva le quantità più impensabili di acciaio accompagnando ogni sollevata con un soffocato ARRRR che, aggiunto ad un tensione di tutti i muscoli facciali , fa molto pensare alle machere inca della foresta amazzonica.