Gay.ezze!


È andata a finire che per problemi di posti, ospiti, cucine, manzi, il giorno del “Ringraziamento… perchè siamo gay” è stato spostato. Ma poiché i gay ne conoscono una più dei colori della bandiera arcobaleno, eccola creata la giornata “Pre-Ringraziamento… perché siamo gay”, fissata per questo sabato.

Unite le festività natalizie alle necessità gaie, via sms, con la lesbica intraprendenza di Aggia, ci siamo organizzati per rendere al meglio la giornata. Che si cominci con il programma.

  • Parcheggio in zona MANZONI alle ore 16:00 e, con il tras tram si raggiunge il COLOSSEO.
  • Drink di inizio festeggiamenti nella GAY STREET.
  • Passeggiata in VIA DEI FORI, momento di emozione sotto l’albero  di PIAZZA VENEZIA ed inizio giro natalizio in CORSO VITTORIO.
  • Arrivo al Natale in PIAZZA NAVONA e sosta (lunghissima) da TOO MUCH (negozio di oggettistica gay, dalle pentole ai dildo).
  • Passeggiata in VIA DELLA SCROFA (che non è una lesbica caricata al Too Much) e stop al FORNO DELLA SCROFA per prendere le merde di E.T. (che sono delle palle di marzapane completamente tempestate di pistacchi).
  • Proseguimento fino a PIAZZA DEL POPOLO, passando per VIA DI RIPETTA. Derisione degli EMO accampati sotto le chiese gemelle e VIA DEL CORSO.
  • SHOPPING ed ancora shopping per onorare l’antica arte gay dell’acquisto di oggetti inutili ma favolosi.
  • PIAZZA DI SPAGNA, giusto per fare qualche foto ai giapponesi che fanno le foto ai giapponesi davanti le vetrine di Via Condotti, e via a MANZONI per prendere la macchina.
  • Da Manzoni raggiungiamo la NOMENTANA per cenare da TOROS Y TAPAS, ristorante spagnolo scelto perché in Spagna li foci se sposeno.
  • Dopo cena a MONTESACRO, a casa mia, per brindisi, svaccamento sul letto e mega partitone a PARCHIS!

Quando c’è da organizzare mi sento sempre il perfetto Bree Van de Kamp e mi sento meglio! Ovviamente ogni partecipante alla giornata del “Pre-Ringraziamento… perché siamo gay”, deve essere obbligatoriamente gay (i bisessuali sono accetti ma tenuti a distanza), e deve indossare qualcosa di rainbow.

Wanna join?

L’altra sera l’ho anche rivisto. “Il matrimonio del mio migliore amico”, con una grande Julia Roberts, tutta intenta a fare innamorare il suo ex, quattro giorni prima delle nozze. Ovviamente non ci riuscirà. Alla cerimonia andrà sola, con quel sorriso un po’ oscurato e poi, tra la folla, eccolo, Rupert Everett, il suo amico gay, che arriva a salvarla, ballando al centro della sala.

Questa è la scena  che si prospetta nella mia testa per il giorno del “Ringraziamento… perchè siamo gay”. Alla festa andrò solo, con quel sorriso un po’ oscurato (dall’apparecchio), e poi eccole, Aggia e Jenny Schecter, le mie amiche lesbiche, che arrivano ad ingozzarmi, piazzando piatti al centro della sala.

E pernsare che avevo comprato un paio di corna da renna in più da far mettere al mio accompagnatore, ma vabbè, sarà per la prossima. Certo, io ho ancora qualche giorno di ricerca ed una minima lista di pretendenti al posto di  compagno-per-una-notte, ma mi sento sempre più vicino a Julia. Anche i capelli mi si stanno arrossando. Però credo che il casting non terminerà subito dopo il giorno del “Ringraziamento… perchè siamo gay”.

Credo, più che altro, che questo casting, che mi porterà alla scelta di un compagno, continuerà ad esserci; un po’ come fosse la versione frocia di “Uomini e Donne”. Devo solo stabilire una data ed una missione (oltre che pianificare le esterne). Certo, mi chiedo, se mai dovessi trovare quello giusto, quale potrebbe essere la sua reazione leggendo questi post! Fortunatamente pochi sanno chi sono.

Xoxo
PINK

Il giorno del “Ringraziamento… perchè siamo gay” si sta avvicinando ed io, con il grandioso MANZO#3 ero convinto che tutto sarebbe andato bene, e che magari, anche dopo il “Ringraziamento… perchè siamo gay“, magari, e dico “magari”, avremmo potuto cominciare qualcosa a due.

Bene, i presupposti c’erano tutti.

  1. Un PINK più libero dagli schemi e dai paletti, pronto anche, che ne so, a sopravvivere pure 6 giorni senza sesso, per amore della fedeltà.
  2. Un MANZO#3 sgnoccolone abbastanza e propenso ad una coppia.
  3. Una voglia di rivedersi professata prima, durante e dopo il sesso.

Ma qualcosa è accaduto. Il giorno dopo l’incontro con MANZO#3, completamente a digiuno di dinamiche di corteggiamento di coppia, mando un sms. Nessuna risposta fino all’indomani. “Scusami, ma l’ho ricevuto solo ora”, mi scrive a mezzodì del giorno seguente.

A busciardo, ho pensato. “OK”, ho risposto. E dopo una breve messaggiata, tornato a casa, lo trovo connesso su Skype. Scrivo qualche riga, e non risponde. Dopo qualche ora mi scrive “eccomi”, e quando rispondo, lui rimane in silenzio. Così accedo a facebook, faccio per cercare il suo profilo e scopro che mi ha cancellato. Insomma, MANZO#3 si è trasformato, non so come, in me. No, ok, io sono bastardo sin dall’inizio e neanche aggiungo le botte e via su facebook, però, in un certo senso, mi sono ritrovato dall’altro lato della barricata.

Insomma, sedotto ed abbandonato. Qualcuno direbbe, ben ti sta! Io direi che Cher, dall’alto dei cieli, si voleva passare qualche serata a ridarella. Ma comunque, alla fine della storia una cosa l’ho capita. Ho capito come ci si sente dall’altro lato e non è proprio bello. Certo neanche lontanamente doloroso, ma solo strano. E quindi, con la certezza, ora, che forse cerco più di una nottarella da qualche parte, che ricominci il casting per il giorno del “Ringraziamento… perchè siamo gay“. Aggia e  Jenny Schecter mi fanno sapere che manca molto poco; giusto per non peggiorare l’ansia da prestazione.

Io ho un mito, che è lo stesso da quando sono piccolo. Marisa Laurito. Ora capisco che i miti dei bambini di paese sono ben altri, che ne so, la suora che se la fa con i preti, oppure la verdurara che ti consiglia le verdure per i sollazzi personali, ma per me no. Il mio mito era, ed è Marisa Laurito. Ogni volta accendevo la tv, e quando c’era lei, rimanevo incantato da quelle tettone giganterrime e dalle acconciature pazzesche. Mi ricordo che un capodanno risi come un matto tutta la notte perchè la Marisona si era presentata in una trasmissione con un calderone pieno di ragù, e a me faceva morire come pronunciava “ragù” con quella sua erre vibrante!

Poi, a Roma, non ho potuto non vederla a teatro nel musical “Menopause”, in cui recitava il ruolo di una signorotta di paese alle prese con le vampate. Non ho perso molte puntate della sua trasmissione di cucina in cui si presenta con ogni sorta di cibo ficcato nella cofana dei capelli, e mercoledì non potevo mancare alla prima di “Aggiungi un posto a tavola” in cui lei recitava il ruolo di “Consolazione”, ragazzona di via ricoperta di piume e pizzi. Un’icona.

Poi, andando su internet, alla ricerca di qualche chicca perduta, eccola lì. La foto della Marisa Laurito con la patonza all’aria! E questa è stata la prova. Una donna così non poteva che non essere un mio mito! Grande Marisa e grande patonza. Mi rimarrai nel cuore per tutto il periodo natalizio e cucinerò rrragù in tuo onore!

One, two, threeee, urla la gatta Spears nel suo ultimo singolo che parla di una cosetta a tre. Lei e due sgnoccoloni. Ecco, io che seguo le mode e che sono in perenne fase pop, a Muccassassina non mi sono fatto mancare il mio ballo a three nel nome di Santa Brit.

Io, il Prof, e D, ragazzo che tempo fa mi son rimorchiato. Moh è vero che l’alcol, come ogni fine settimana, ha fatto di padrone, ma come on, ballo porca a tre con due ex?! Record battuto. Insomma, ritornavo al primo piano dopo una serie di lap dance con Gabbianella, arrivo in pista e D era lì. Sorride, balla, sfiora. Il Prof pure era lì, dolcissimo amico da ballo anni ‘90. E tre secondi dopo eravamo avvinghiati. Nulla di che, solo ballo porca, ma strano comunque.

“Ti svelo un segreto”, ho detto al Prof nel mentre. “Io a questo me lo sono rimorchiato tempo fa”. Il Prof, mentre ancora ballavamo porca a tre mi dice: “e pure io me lo sono baciato una volta”. Alè!

Questo vuol dire solo due cose: o ho finito il giro di ragazzi, oppure ho una calamita che attrae sempre gli stessi. Shame on u Britney! Shame on u, che mi ispiri sempre nei momenti in cui cerco di apparire come il santo del villaggio.

…e questo post non vuol dire che mi dispiaccia, anzi…

Noticine di servizio.

  1. Un mio caro amico mi ha detto che circola la voce che io, PINK, abbia sui 30/35 anni. Per quanto il mio motto sia 30, splendenti e seducenti”, mi duole affermare che la mia età è compresa tra i 20 ed i 29.
  2. Con me potrai essere quello che vuoi perchè sarò sempre pronto ad ascoltarti, davvero!
  3. Gabbianella, mannaggia a noi che ci siam visti un’0retta in tutto. Però ti abbraccio forte. Mi manchi molto!

Lo leggevo proprio qualche giorno fa. Questo è l’anno delle spalle. Che poi l’aveva annunciato anche Karen Walker anni fa quando voleva farsi un trapianto di spalle. E proprio mentre ero indeciso se rubare qualche spallina agli abiti anni ‘90 dei miei, eccola lì, la nuova gura! Lady Gaga al Jay Leno Show con due spalline, come dire, minimali. Lady Gagona, con questo vestito semplice e poco eccessivo, entra, da questo momento, nel mio cuore. Vado a comprare un paio di spalline nuove!

(Fonte: Flickr)

Aggia, e V (che da questo momento prende ufficialmente il nome Jenny Schecter, scelto da lei e da scrivere tassativamente con cognome) sono nell’antica Calabria per cose universitarie, o che ne so, cose di lesbiche. E ieri sera, prima che cominciasse la serata distruttiva al Muccassassina, c’è stato uno scambio di messaggi come di quelli che sono tra gay può avvenire. Tema: E’ più gnocco il genio della lampada, Aladino o la Principessa Jasmine?

PINK     – VIENI A MUCCHEGGIARE STASERA? :-)

AGGIA * ma magari!!!! se mi trovi un volo andata e ritorno da cosenza al qube sono già lì :)

- AHAHAH! UN ASINO VOLANTE?

* andrebbe benissimo anche il tappeto volante con su come dama di compagnia l’amichetta di aladino

- LESBICA. IO SCEGLIEREI PIUTTOSTO IL GENIO.

* il genio al terzo desiderio va via; la mia bella hostess no, e di desideri fidati che ne esaudirebbe molti più di tre, ahahah

- E CHI TI DICE CHE ESPRIMO IL TERZO :-)

* sarebbe solo un soprammobile a quel punto

- MA MA. VUOI METTERE UN MASSICCIO UOMO BLU CONTRO UN DESIDERIO EXTRA?

* ma non potresti nemmeno pensare “lo vorrei toccare” che lui poi subito dopo..puff

- INFATTI QUELLO E’ IL PRIMO DESIDERIO. TUTTO STUDIATO :-)

* il secondo?

- DI ESSERE RICCO :-)

* e poi devi smettere di pensare sennò se ne va :) :) :)

- ESATTO. E’ PERFETTO

* io sono più furba, posso dimostrartelo carte alla mano :)

- HUM, ASPETTO RESOCONTO

* allora…la tipa è munita di jet privato e di un fidanzato che manterrebbe tutt’e due; e potrei cmq continuare a fare belle conoscenze in giro, dato che lei è ammogliata e s’adda sta citt (deve rimanere in silenzio n.d.r.)

- ODDIO. HAI RAGIONE. E’ PURE BONA

* ahahah non c’è storia… bona?? mmmh, troppo poco! :)

- AHAHAH PORCA :-)

* ho vinto :)

- HUM. NON SI PUO’ COMBATTERE CONTRO UNA LESBICA

* potresti chiedere al genio di farti diventare lesbica.. :)

- MO SENTI. NON ESAGERIAMO PROPRIO.

* ma vuoi mettere?? litigheremmo x la bella orientale….vabbè, ho un’altra soluzione! dato il mio ascendente su di lei, le chiederei di farti entrare a corte e poi…con aladino te la vedresti tu! xò nn farmi fare brutte figure

-  DA PICCOLO, SENZA SAPERE DI ESSERE GAY, SOGNAVO ALADINO AHAHAH

* vedi! alla fine si scoprì che il genio ero io!

- TO’ DETTO. LESBICA BATTE TUTTI

Una messaggiata qualunque, no?

(Clicca sull’ematoma per vederlo in HD)

Se l’ultimo giovedì di novembre in America si festeggia il giorno del ringraziamento, a Roma, i primi giorni di dicembre, si festeggia il giorno del “ringraziamento… perchè siamo gay”. Insomma, non è che sia una festività riconosciuta, ma è più che altro un party messo su dalle menti malefiche di Aggia, V, la sua fidanzata e me. Aggia mi messaggia e mi dice, con il suo solito tono che pare dire “è così e basta”, che, per la festa, non posso presentarmi senza una accompagnatore. Ora, sapendo quanto pericolose siano le lesbiche, ho apreto subito la caccia.

MANZO # 1

Con la paura negli occhi di chi sa che una lesbica lo aspetta al varco, mi sono messo subito a cercare l’ipotetico accompagnatore creando un vero e proprio casting. Giungo così al Manzo #1. Ci vediamo. “Ciao, come stai”? e “Bla bla bla”. Una parola tira l’altra e finiamo a letto. Ed, OMG, che cavolo di trasporto.

Quando, tre ore dopo, l’incontro termina, lui mi guarda e mi dice: “Oh, oh”! Cosa, “oh, oh”!, penso.

“Ti ho lasciato un segnetto sul collo”. Io mi scapicollo in bagno ed eccolo, enorme, gigante, come una contusione, quel dannato succhiotto! Che più che un succhiotto sembra che mi abbiano preso a mazzate con un idrante. “Ti conviene andare in un negozio di cosmetici”, aggiunge il vampiro. Ed io, con la testa piegata a sinistra per rendere meno visibile il bollo, me ne esco furtivo, come se avessi fatto un furto da Bulgari.

Ed ovviamente, in una città di 4 milioni di persone, incontro subito un mio amico, che deve parlarmi di lavoro. Ovviamente è sceso alla mia stessa fermata metro, dove, avrei dovuto fare un’intervista. E quindi, con registratore alla mano, e con l’altra mano sul livido, ho resistito per una ventina di minuti quando l’intervistato si ferma e mi dice:  “ma ti hanno picchiato”? E così anche a casa. Mia sorella, con faccia funerea, mi guarda: “Oddio, ma cos’è? Che malattia hai”?

Ora, è vero si che il rapporto con lei è bello che aperto, solo che raccontarle dell’incontro non mi è sembrato il caso. “Guarda”, ho detto serio, “giocavo a box con V e mi ha preso di striscio”! Lei ci ha creduto. Come abbia fatto a crederlo non si sa!  Ed ora non mi resta che continuare la ricerca del manzo accompagnatore perchè, tutti lo sanno,   è tradizione che i  vampiri vengano allontanati nel sacro giorno del “Ringraziamento… perchè siamo gay”.

(clicca sull’immagine per vederla in HQ)

Giusto perchè non si è mai gay abbastanza, ecco il mio nuovo gay item che se la sbulleggia in camera mia. Rainbow Mirror Balls. E che lo dico a fare, è una cosa troppo kitsh, ma doveva essere mia. Che poi l’ho trovato tra gli addobbi natalizi al cinese sotto casa. In effetti la palletta arancione è in realtà bianca, ma presto la colorerò di arancio. E visto che ci sono, ho inserito nella foto qualche dettaglio della mia camera. Pare che non sia molto colorata! :)

paesino

Scrivo mentre sono in viaggio da PINKville verso Roma. 10 giorni per rilassarsi dopo il periodo tormentato e pieno della sessione d’esame e della festa del cinema. 10 giorni per mangiare prima dell’inizio di un work out che dovrà farmi perdere 13-15 chili. 10 giorni prima dell’ultimo sforzo che mi porterà alla laurea ed a lasciare per un po’ l’Italia. 10 giorni per capire la vita di paese che un tempo conducevo.

Ritornare, in inverno, nel proprio paese natio, di 2000 abitanti scarsi, è un’esperienza ai limiti delle novelle di Stephen King. Tipo che, con la temperatura mai sopra i 6°, pare di essere nel Maine e sempre in procinto di scoprire qualche nuovo omicidio ad opera di un mostro psicotico e misterioso.

Ed io, in questo ambiente da bestseller, mi ci ritrovo benissimo. Metto su panza a sberle di dolci e cannelloni, tracanno birra in quantità industriali, rutto come un camionista, scoreggio talvolta in compagnia di amici e sono sempre favolosamente gay.

Si, perché, se c’è qualcosa che di Pinkville mi piace, sono i miei amici che bramano racconti e sfrociate cittadine per passare la serata. Ed io, reggendo la mi terza bottiglia di birra, sono sempre pronto ad aggiornarli sui nuovi stili e sui diversi rimorchi, trasformandomi in uno di quei cowboy di Annie Proulx.

Però, questa volta, una parte della cricca, mi ha interpellato per fare un particolare censimento. Tutti seduti al divano di un noto bar locale, il  cui nome è sempre seguito da un “Ohooooo” collettivo, io, Suor Teresa (che è un ragazzo) e Martini (che è una ragazza), sorseggiando, appunto, Martini, abbiamo stilato la lista di tutti i gay del paese. Siam rimasti impressionati dalla grande quantità di manzi omosessuati, come direbbe un vecchio pazzo del  luogo, che offre la comunità.

Insomma, se nelle grandi città a nessuno frega nulla di chi va con chi, nei piccoli paesi è un argomento molto in voga. Non per additare e deridere, ma solo per rendere ancora più tristi le ragazze del luogo che devono cercare la mezza mela tra una rosa molto ristretta di ragazzi che si dividono tra mostri, cozzari, mafiosi, decenti e quindi gay.

Ed  io che di gay a Pinkville ne so qualcosa, ho reso quella lista lunga e succulenta. A volte pensiamo tutti che nei piccoli paesi sia difficile potersi esprimere liberamente, ma quello che io ho capito da questi dieci giorni è che, sommariamente, a pochi interessa se sei gay o etero. L’importante è che si abbiano belle storie da condividere con i propri amici, che poi sia il racconto di “Pink ed il poliziotto” o quella di “Pink ed il suo lavoro”, poco importa. La normalità la si trova nei posti più impensati, come proprio in quella pizzeria piena di uomini rudi e timorati di Dio.

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