


E’ ritornata Madonna. E’ impossibile che non ve ne siate accorti. In radio, in tv, sui giornali, nelle suonerie dei cellulari. Ovunque appare, come un santo degno del suo nome, la nosta lady of the reinventions. Il nuovo lavoro Hard Candy è uscito in Europa lo scorso 25 aprile ed in tutto il resto del mondo lunedì 28. A Roma il Mondadori Multicenter ha apero le porte alla mezzanotte a cavallo tra il 24 ed il 25 per vendere l’album. Un concerto della talentuosa Into the Groove Band ha rallegrato tutti i fan accorsi all’evento e poco prima delle 00:00 le casse sono state prese d’assalto da una fila impressionante di persone. Hard Candy è il ventunesimo album di Madonna ma è uno dei più freschi di tutti. Il titolo, letteralmente Caramella dura, vuole introdurre l’ascoltatore al concept dell’album. Le caramelle, per ammissione di Madonna, sono dolci e buone ma allo stesso tempo durissime e così “questo album è come un calcio nel culo”. Potente, forte, ma anche dolce ed armonioso.

Candy Shop è il primo brano ed è una presentazione di ciò che si sta per ascoltare. “Come on into my store” e comincia a ballare. La valenza del pezzo sta nel descrivere nel modo migliore i brani a seguire. 4 minutes, fatto in collaborazione con Justin Timberlake e Timbaland, è il primo singolo estratto. Le sonorità sono quelle a cui Timbaland ci ha abituato. Solo 4 minuti servono per salvare il modo e Madonna ci tiene a metterlo in chiaro anche nel suo video. Give it 2 me è uno dei brani migliori. Sarà il secondo estratto e cercherà di movimentare i dancefloor estivi di tutto i mondo. Elettrica e decisamente pop è totalmente irresistibile. Heartbeat rimane sul tema delle sonorità elettroniche dance. Una giusta commistione tra R&B ed elektro-pop che porta la firma oltre che della cantante anche di Williams. Miles Away nasce invece dalla collaborazione con Timberlake. E’ uno dei pezzi migliori dell’album; è armonico e piacevole ma conserva la sua vena elektro.

She’s not me è invece decisamente dance e powerful. Il testo è intrigante e si mescola bene con le note dance e ritmate. Madonna sembra quasi sussurrare “lascia qulla donna e goditi me sul dancefloor” in un intreccio di atmosfera e sensualità. Incredible è allegra, ballabile e divertente ma è totalmente anonima fino all’ottima chiusura ft. Williams. Beat Goes On è al contrario una delle canzoni più attese. Scritta da Madonna, Williams e Kenye West segue la moda musicale del momento. Cerca di cavalcare i successi hip hop e ci riesce egregiamente pur non dimostrando di essere adatta ad una radio hit. I troppi loop musicali rendono monotono l’ascolto. Dance 2Night è una canzoncina da discoteca. Frizzante e giovane è performata dalla cantante e da Justin Timberlake. E’ un possibile singolo e ricorda vagamente Rock your body, ma lo fa in modo più adulto.

Spanish Lesson sconvolge tutto l’album. E’ un brano joke spagnoleggiante. Quasi una cover dell’ultima Oh oh baby! di Britney Spears, scherza molto con il testo mezzo spagnolo e mezzo inglese: “Yo te quiero means I love you”. Questa canzone è poi seguita da Devil wouldn’t recognize you che sembra il seguito di What goes around, comes around di Justin Timberlake che comunque firma il brano e l’ultimo pezzo è invece Voices. “Who is the master? who is the slave?” è l’incipit ed il resto del testo rimane enigmatico quanto il suo inizio. Per questo motivo è uno dei brani più ipnotici dell’album che non poteva finire in altro modo. Questo è proprio “quel calcio in culo” che stavamo aspettando.
Madonna c’è riuscita nuovamente. In pochi pensavano che dopo il suo ultimo successo avrebbe potuto creare qualcos’altro di valido, ma si è reinventata una nuova volta per stupirci e stupire.
Visita per maggiori informazioni il sito internet di Madonna e MadonnaTribe.com.