L’anatema che uccide

Giugno 19, 2008

Ebbene, lo sappiamo tutti, nel momento in cui si crede di aver conquistato la tranquillità, qualcosa (più cose normalmente), arrivano a distruggere l’equilibrio. Distruggere magari no, però intaccano quella patina ancora sottile di spensieratezza che, magari, avvolgeva i nostri pensieri mattutini od un solitario viaggio in tram. Come al solito, accadono tutte insieme, perciò, nell’arco di 24 ore, mi son ritrovato a conbattere due piccole battagliette per preservare la mia fierezza di uomo ed il mio orgoglio gay.

PRIMO SCONTRO: Ieri mattina ero nell’autobus assorto nella lettura di un libro palloso. Sento parlare ad alta voce il mio vicino di posto. “Perchè io sono un mago, indovino tutto!!”, urlava il signore. “Mannaggia a me che ho votato Veltroni a Roma. Ora siamo indebitati”. Urla la seconda volta. “Perchè sapevo che sarebbe uscito Montale all’esame di Stato di quest’anno”, urla una terza volta. Poi mi guarda e mi dice: “Ma tu sei pugliesse vero? Si vede!”, e dopo aver sparato a raffica un centinaio di città, indovina anche la mia ed al mio cenno con il capo, tutto sorridente, alza il dito ed urla, una quarta volta: “Lo vedi, sono un mago!”. Bravo, ed adesso taci, avrei voluto dire, ma sono rimasto in silenzio mentre il tipo cercava di indovinare da quale città della puglia provenivano le due ragazze che erano accanto a me. Tutto d’un tratto sento il signore dire: “Ma voi avete votato la dottoressa Nicoletta Vendola?”, mentre con la mano toccava l’orecchio, segno utilizzato al sud per indicare i gay (o meglio detti ricchioni).

A tal gesto la mia pelle è diventata bollente. Un tremore ha sconvolto il mio corpo. Mi sono voltato e, guardando in cagnesco il signore, ho detto: “Ma le pare corretto chiamare un uomo in quel modo solo perchè è gay? Ma si rende conto di quanto è scorretto?”. Lui proprio non s’aspettava una reazione simile da una qualunque delle persone presenti nell’autobus. Paonazzo, cerca di scusarsi. “Non volevo offenderti. Era per scherzare…”. Era per scherzare??? Ormai non ero più in me. Sbatto il libro e lo fisso nuovamente: “Beh se vuole scherzare lo faccia in un altro modo. Le è andata proprio male con me. Abbia più rispetto le proissime volte”. Il signore non sapeva più dove nascondersi. Le persone nell’autobus mi guardavano con ammirazione. E’ stato un bel momento. Il mio piccolo Pride personale.

SECONDO SCONTRO: Questa mattina come al solito alle 8:00 accendo il pc e con il caffè alla mano controllo le mail ed i commenti al blog. Tra questi trovo quello di una certa Olga che, durante la notte, non sapendo che fare, ha deciso di venire in PINKandtheCITY. Il post era quello su un video gayfriendly che vede Ben Affleck amoreggiare con un altro uomo. La signorina Olga in un commento scrive: “ho fatto scancellare il video da you tube. vergognatevi, sodomistici. pubblicare certe porkerie con uomini carnosi che parlano di atti sodomici! anatema! pentitevi!”. Ecco, se cercassimo di omettere l’aspetto ilare e teatrale di questo commento, ciò che ne rimane sono solo insulti ed ignoranza. La mia risposta non poteva che essere una sola. “Ciao Olga, Sinceramente il tuo commento mi ha sbigottito per una semplice ragione. Tu sei venuta nel mio blog per offendere pubblicamente una vasta categoria di persone infliggendo in modo plateale il tuo personalissimo anatema. in questo modo, non solo hai offeso me e chi legge il blog, ma hai anche “profanato” anni ed anni di storia, in cui quel termine, se usato, poteva avere un significato più o meno importante. Mi spiace pensare alle tue accuse come di quelle di una persona informata e colta, ma se lo fossi sapresti che nulla c’è di sbagliato nell’omosessualità, e nel mostrare pubblicamente di esserlo.
Spero che tu possa tornare ancora nel mio blog, perchè, sono convinto che, ogni discussione, per quanto estrema e/o chiusa possa essere, ci permette di ragionare sulle nostre scelte. Detto ciò, nel mondo vivono talmente tante persone (talmente tanto diverse) che il peccato sarebbe proprio non potersi aprire alla conoscenza di nuove e vecchie culture.”
Ovviamente di Olga ancora non vi è traccia.

Mi spiace.

Giugno 17, 2008

Accade che, certe volte, andrebbe di urlare alle persone amiche frasi tipo: ma sei capace di mettere, per una volta, gli amici prima dei tuoi fattacci? Però, cercando di eliminare comletamente la rabbia da ogni situazione che mi riguardi mi ritrovo sempre a dire frasi tipo: va bene, farò il possibile per accontentarti!

Oggi, ho abortito una discussione del genere con una mia grande amica. lei è tornata a Roma ed, immancabili, ci sono stati gli incontri piacevolissimi per recuperare il tempo perso. Un problema di questa girl è che non è in grado di ascoltare. O almeno non sempre. Porto qualche sempio. Ieri. Università. Lei mi parla di vita, morte e miracoli del suo cane, della vicina, dei parenti lontani, degli amici sconosciuti, degli incontri stravaganti e degli inconvenienti lavorativi. Io, ascolto interessato e, dopo qualche ora le dico: Sai che probabilmente andrò in Spagna per la tesi? Lei, mi guarda negli occhi e poi mi dice: ma sai che ho proprio fame?! Prendo qualcosa al distributore. Non è stato, ovviamente, il caso di dirle su cosa vorrei scriverla.

Comunque, oggi mi telefona. Puoi venire a casa? Mi dovresti montare gli specchi di Ikea, portarmi la scarpiera ed aiutarmi a sistemare le ultime cose nella camera. Avevi detto che avresti fatto il possibile.

Avendo questa settimana piena di impegni le ho detto di no, ma che sarei andato volentieri la prossima settimana. Mai l’avessi fatto. Ecco per il lavoro trovi tempo, per l’università anche. Per me no.

Avrei voluto urlare “Ma che sei pazza? Capisci che università e lavoro sono due cose a cui non posso rinunciare?”; ma non l’ho detto. Lei continua Io venerdì parto e poi ritorno con mia nonna. Mi sarebbe piaciuto farle vedere la camera terminata. Ora tu non puoi venire. Ok. Non è importante per te. Capisco.

Avrei voluto nuovamente urlare dicendo “Ma non credi che fare un esame e scrivere due articoli sia più importante della camera da far vedere a tua nonna?”. Ma non l’ho fatto. Ho solo detto:  Non posso. Davvero. La prossima settimana va bene, ma questa proprio no. Sono arretrato con lo studio. Mi spiace.

Lei offesa ha salutato ed ha detto: ciao. Non è il caso di dire che il mio senso di colpa è diventato un macigno che poi si è trasformato in rabbia, che poi è diventato orgoglio, che ora sto cercando di distruggere. Durante il pranzo, dopo la telefonata, ho visto una parte di Viale del Tramonto. La protagonista, vecchia attrice dei film muti, cerca di tenere sotto le sue grinfie uno scrittore di film che potrebbe ridarle il vecchio lustro. E’ lei che deve essere la più importante e tutti gli altri non contano. Non c’è neanche bisogno di dire che mi sono sentito un pò come quello scrittore.

Io cerco sempre di mediare, di essere il più possibile tranquillo per accontentare tutti. E lo faccio con estremo piacere. Ma oggi non ci sono riuscito. Amo, fotissimamente amo, questa mia amica, ma non posso accontentarla ogni volta. Il mio senso di colpa ancora galoppa. Mai vorrei sapere che un mio amico è triste, e mi ferisce averla messa in questa condizione. Ma ci sono dei limiti che non si possono superare. Non ora. Non questa settimana. Mi spiace.

La rivelazione

Giugno 10, 2008

Questa mattina mi sono svegliato di colpo. Sognavo di essere a Barcellona per trasferirmi. Ero a Casa di D. ex-fidanzato del mio grande amico Al. Cercavo un appartamento in cui andare a vivere ed un lavoro da giornalista. Ero felice.

Svegliandomi mi sono reso conto che questo sogno non era uno di quelli regolari, che si dimenticano tre minuti dopo. Era un sogno rivelatore. Esattamente come lo è stato uno nel lontano 2002. Senza quel sogno probabilmente ignorerei ancora di essere gay. Comunque, mi sono alzato e sono corso al pc. L’unica cosa che mi interessava era cercare i moduli Erasmus per trasferirmi in Spagna per almeno sei mesi. Nuova vita, nuova casa.

Poi sono sceso in strada diretto in palestra. Pensado e ripensando a quello  che stavo per compiere. Con il cuore che sobbalzava cercavo di capire in che modo mi sarei potuto sentire realizzato in Spagna. Perchè sto realmente cercando i moduli per partire? La risposta mi si è abbattuta in testa nel modo più pesante e duro che potesse esistere. “Sto scappando”. L’ho detto per la prima volta in vita mia. “Sto scappando dall’italia. Sto facendo come gli altri che non ho mai capito. Vado via perchè non ho il coraggio di cercare qui quello di cui ho bisogno”.

Mentre sfogavo la tensione sugli attrezzi e con le corse ho  deciso di analizzare questa situazione. Se per la prima volta ho pensato che la giusta soluzione sarebbe stata scappare, un motivo ci deve essere! Rimuginando finalmente l’ho trovato. Non è la Spagna, come regione geografica, che mi interessa, ma è la Nazione come simbolo quello che mi attrae. Nel mio sogno, nelle mie immagini notturne, cercavo un luogo in cui essere esattamente quello che voglio. Ma chi mi impedisce di essere quella persone anche qui?

“Assolutamente nessuno” mi sono detto. Nessuno può impedirmi di vivere come meglio credo. Nessuno deve. Non è fuggire la soluzione, ma è fuggire dalle paure (per poi annientarle) l’unica scelta possibile.

Probabilmente in un futuro lontano non vivrò in Italia. Magari davvero in Spagna, o in America o in qualsiasi altro posto, ma sono certo che quella scelta non dipenderà dalle costrizioni, ma da una voglia concreta di assaporare nuove avventure. Tutt’ora sono ancora deciso a cercare un modo per passare qualche mese altrove. Ma sono certo che non ho voglia di scappare. Nessuno potrà togliermi il piacere di respirare l’aria italiana.

4 Ladies

Aprile 4, 2008

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Ieri sono stato al Warner per la proiezione stampa del film 21. Essendo arrivato in enorme ritardo mi sono concesso di gironzolare, con un cono gelato alla mano, per l’androne del cinema scoprendo così una cartolina promozionale. La Warner organizza la serata 4LADIES tutti i martedì. In cosa consiste? Facile, le donne il martedì pagano solo 4 euro. Ma ora dico io, stiamo scherzando?? Che vuol dire una cosa del genere. Nulla di maschilista ma non credo che sia tollerabile una cosa del genere. Per quale motivo le donne dovrebbero pagare meno il martedì? Ma poi quelle che utilizzano questo sconto sono le stesse che festeggiano l’8 marzo per la parità tra l’uomo e la donna? E’ anche vero che non sopporto neanche l’idea che le donne non pagano in alcuni locali notturni, ma ora anche al cinema! Una ragazza venne con me una sera al muccassassina. Io, Al. e lei eravamo in lista. Cosa accade all’ingresso? Io e Al, in quanto gay, veniamo tesserati e paghiamo 10 euro, lei in quanto etero paga 15. Sconvolta dal gesto (ma sconvolti anche noi) siamo entrati nel locale con un pò di malumore. Ora però godo! Una piccola rivincita nei confronti di tutte quelle che il sabato sera non pagano in disco.

Torno or ora dalla proiezione del film Juno. Se siente vogliosi di provare forti emozioni (e non parlo di horror e piagnistei) allora non potete perdervelo. Qualcuno voleva fare del film la bandiera italiana anti aborto. Quando le persone lo vedranno sapranno che Juno si spinge molto oltre. Non è nè a favore e nè contro. Parla del libero arbitrio che ognuno di noi ha. C’è qualcosa di più a-politico, a-schierato e vincente e puro? Io non ho trovato nient’altro che si possa spingere oltre.

Di seguito delle foto tratte dal film. Cliccateci sopra per vederle in tutta la loro grandezza.

 

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Torno in questo momento dalla proiezione stampa del film “27 volte in bianco”. Ovviamente, come è facile immaginare, l’intera pellicola parla di matrimoni, amori non corrisposti, vestiti ed ancora matrimoni e matrimoni. E’ praticamente un mix rimodernizzato dei film “Se scappi ti sposo” ed “Il matrimonio del mio migliore amico”. In breve, senza raccontare un banale (ma obbligatorio finale), il film parla di Jane che per 27 volte è stata la damigella d’onore al matrimonio di qualche amica. Quando sua sorella decide di sposare l’uomo amato segretamente dalla protagonista, Jane decide di cambiare la sua vita e cercare finalmente di coronare il suo sogno. Sposarsi ed essere felice. Cercando di sorvolare una trama scontata ma giusta per un film rosa, mentre osservavo le scene dei matrimoni mi sono fermato a pensare. Io che non cerco l’amore eterno da un bel pò di tempo potrò mai capire il motivo che spinge una biondona a volere fortemente un matrimonio? Mi si è arrovellato in mente il quesito e tutt’ora non ho una risposta. Normalmente più un rapporto è libero (attenzione: NON aperto) e più io ci sguazzo. Al contrario se sento delle costrizioni, allora abbandono. Tempo fa ho mandato all’aria una storiella perchè dopo pochi giorni il manzo mi ha mandato un messaggio con scritto “Buongiorno patato mio”. Mi sono sempre chiesto se sia davvero necessario avere un rapporto a scopo matrimonio per essere felici. Io sono felice in ogni caso. Ho i miei obiettivi e quando li realizzo sono l’uomo più felice del momento e non certo perchè qualcuno ha detto si alla mia domanda “Vuoi sposarmi?”. Se il matrimonio arriva, benvenga, ma fare di questa unione la principale meta mi sembra realmente eccessivo. E’ come se tutti i miei sentimenti si ingrandiscano fino al momento dello scambio delle fedi, ma poi? Quello che c’era prima lo ritrovi anche dopo. Anzi lo ritrovi esattamente com’era ma con tantissimi soldi in meno per pagare la cerimonia. Quando faccio questi discorsi mi sento tanto Carrie di Sex and the City, ma è così che mi piace. Evviva, l’amore. Evviva anche le bomboniere. Ma che il matrimonio non sia una obiettivo, ma solamente un bellissimo punto di passaggio.
Di seguito le foto tratte dal film “27 volte in bianco”. Clicca per ingrandirle.
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Pink ZoneBeh, ragazzi, non parlo dello stesso argomento come faccio in questi giorni da quando Madonna è venuta a Roma in concerto. In quei giorni ricordo che non facevo altro che stressare tutti con Miss. Ciccone. E Madonna, e la croce, e le canzoni, e i film e i poster e i biglietti e che palle. Fortunatamente sono quasi uscito da questo tunnel pieno di palle specchiate e vodka martini. Ma ora che quasi vedevo la luce ho riperso la strada. Che palle. Ora il mio pallino sono i preti e il modo migliore per farli fuori. Ancora???? Direbbe FRANCO con quella sua vocina nasale simil Sarda con influenze romano-bolognesi!
Ebbene si! Ancora preti e ancora froci. Che poi queste due parole messe accanto mi ricordano tanto il motto “perle ai porci”. Perciò che si cominci con la narrazione.
PRETI AI FROCI!
Me ne stavo bello bello a casuccia in fase di ripresa da una serata spassosissima al MUCCASSASSINA, quando AMANDA mi chiama e senza annunciarmi nulla mi dice:
“Sai qualcosa in materia di DI.CO.?”
“E a me lo chiedi? Scusa! Certo dimmi tutto”, rispondo prontamente,
“Beh, sai qui in Radio” - !! – “stiamo parlando dei DI.CO.e in collegamento c’è un Monsignore. Ti va di parlare con lui e fare da controparte?”.
O signore… l’occasione di una vita. E io che quasi ieri pur di parlare con un prete stavo andando in parrocchia a battagliare. Lo vedi, pregare Britney Spears serve a qualcosa. Posso finalmente affrontare un pretuzzo senza rischiare di essere picchiato da un gruppo di suore.. Eh eh eh. Quasi quasi gli chiedo se mi passa uno di quegli zuccotti fucsia per andare a Mucca il prossimo venerdì.
E tra un pensiero cattivo e l’altro più cattivo mi gettano in diretta.
“Ciao sono Daniele” rispondo prontamente. Il prete è dall’altra parte del telefono. Eh, devo solo cominciare a parlare. Con voce pacata gli dico che tutto ciò che dice è in parte errato. Io che, caro bel pretino, voglio convivere con il mio uomo, o con la mia ragazza o con la mia nonna voglio firmare un semplice contratto per stare tranquillo, mica vado contro il matrimonio, mio caro Monsignore. Non le dico che la famiglia cristiana non esiste, e non lo insinuo neanche, ma, bellezza nostra, ti dico solo si stare al tuo posto. Voi parlate ai cristiani…beh fatelo in Chiesa senza una conferenza per la stampa ogni tre secondi. Avete i vostri canali! Non otturate i nostri. Non prendo un mio diritto togliendone a lei. LO VUOI CAPIRE???
E questo è quello che ho detto (in modo molto più pacato e rispettoso) e tra un applauso personale, uno delle mie coinquiline e una voglia quasi svanita di uccidere un prete, adesso sono più leggero…mangerò un gelatone.
Ah, cazzo sono a dieta….datimi un prete che lo uccido.
E il 6 giugno vi voglio in piazza per il GAY PRIDE Nazionale a ROMA!!!

Pink ZoneChiariamoci, non ho ucciso nessuno…ancora!

1. Nel viaggio di ritorno da uno dei tanti pellegrinaggi tra cinema, anteprime e mischie di giornalisti una mia amica, STELLA, mi confessa: “Ho comprato con il mio ragazzo due tazze per fare colazione quando dormiamo insieme” …quasi con le guanciotte rosse rosse. Ma no, cara amica e cara donna (ed ora immaginatemi vestito da maga napoletana in stile Rete A o Gold TV). Io non penso sia una cosa terrificante. Beh si, cara mia amica, non è proprio in stile Bridget Jones, ma può anche passare. Fatto sta che mi sovviene in mente un articolo, credo su “Casaviva” o “AD” su una serie particolare di oggetti per la coppia. Parlo di asciugamani, ciabattine e accappatoii. Su ognuno c’era stampigliato il nome del partner d’appartenenza. E fin qui vi state chiedendo “Eh Beh, sta grande novita!!”. Beh, si la novità, che ha fatto strabuzzare financo i miei occhioni era che i due nomi stampigliati erano MAX e ANDREA. Eh si, la normalità di un bagno travolta da un gay pride casalingo. Però ragazzi io vi chiedo, ma che ci frega. Insomma…nel bagno ognuno ci mette le proprie cose, divise come si crede meglio, di appartenenza più o meno incerta e dal valore affettivo cangiante. E credo che dopo quest’ultima frasona non ci abbiate capito ancora niente. Voglio semplicemente dire che entro le mura domestiche ognuno può fare quello che vuole perchè, parliamoci chiaro , che io sia fidanzato con RAUL piuttosto che con GIUDITTA, a tutti gli altri che frega. Tanto non ho intenzione di fare sesso in pubblico, non penso minimamente che i miei rapporti siano meglio di tutti gli altri, non voglio costringere nessuno a seguire il mio esempio e finchè non ledo nessuno…che vi frega e che ci frega!!!! Cioè MAX e ANDREA hanno messo i loro nomi sugli asciugamani? Embè? STELLA ha comprato un paio di tazze per la colazione??? Ma poteva comprare tutto un servizio di piatti e vasi cinesi….ma a tutti noi che ci succede? Nulla! Continua la nostra vita…solo ora sono più felice perchè una mia amica ha trovato una persona speciale con cui dividere i pandistelle!

Detto ciò leggete di seguito.

2. Questa mattina REBECCA, storica amica e simil compagna di pomiciate ubriache (e su questo argomento non voglio che vengano fatte domande… e si sono ancora gay, e no non mi è uscito nessun erpes dopo il bacio…e ancora no, non è la trama del film con Madonna e Rupert Everett), insomma questa mattina Rebecca mi desta dal mio sogno sconclusionato per fare colazione e magari pranzo insieme. Scendo frettolosamente le scale e ci rintaniamo in un bar fantastico. Tutto rosso con i divanetti. Tra una chiacchiera e l’altra, tra i commenti su due ragazzi vestiti di bianco ed una tempesta di insulti diretti alla proprietari adi casa di Rebecca, mi volto e TA DAH!!!! Un prete con una sua amica seduto su un divanetto con il suo portatile. i giuro che la mia passione in stile uccelli di Rovo è sparita. Ho provato la voglia di strozzare quel pallone gonfiato. Ho sperato che gli andasse storta la patanina o che scoppiasse il pc. Ma niente. Baldanzoso e ingombrante esce dal bar e, senza nessuna macchina ad investirlo come io avevo premeditato, si allontana gongolante. Fine della storia e fine dei pensieri da omicida!

Beh, ora penso ai due pensieri di cui vi ho scritto. Se anche io, persona di natura docile con violenza in pratica azzerata, comincio a pensare al modo migliore per fare fuori un prete qualcosa non va! Cioè, i nervi mi si tendono tanto da formare moderni tamburi africani nelle mie braccia solo perchè tanti ciccioni vestiti con gonnelloni e cappellini fuxia decidono tutti insieme di dare fiato alle trombe e sparare stronzate su stronzate. Perchè ragazzi, impedire a due persone di mettere i propri nomi sugli asciugamani o comprare due tazzone rosa a forma di cuore, diciamolo chiaramente, è una stronzata. Io, miei cari pretini, mica vi dico che buttate al vento la vostra vita per inserire delle chimere che più ingorde di ipocrisia non ce ne sono! Mica polemizzo slla vostra vita privat! Che possiate sposarvi o no ma chi se ne frega. Solo un piacere….Statevene al vostro posto e almeno per una volta tacete. Me lo fate questo favore? E se vi sentite accusati allora scendete in piazza con il vostro personale PRETI PRIDE. Siete una minoranza anche voi…o forse non ve ne siete accorti??

DI.CO. Ma è possibile?

Febbraio 3, 2008

Pink ZoneCioè, ragazzi e ragazzuole. DI.CO. ma si può creare qualcosa di tanto stupido? Vi spiego i punti principali della dichiarazione di convivenza. E’ vero che finalmente anche tra persone dello stesso sesso ci si potrebbe unire, ma sentite un pò che regole, diritti e doveri.

Se io voglio convivere con il mio rgazzo devo mandargli una raccomandata con ricevuta di ritorno al suo indirizzo (ovvero il mio…se è convivenza…). lui deve ricevere il documento, firmarlo e rimandarlo a me ed al mio indirizzo con ricevuta di ritorno (e sia ben chiaro che il suo indirizzo è il mio perche se si parla di convivenza…). Ma tutto questo potrebbe anche passare se una volta fatta questa cazzata ci si potesse tranquillizzare e mettersi a dormire paffutamente nel proprio lettone ad acqua. Ma ovviamente non è così! Prima di legalizzare il tutto devono passare nove anni e in questo periodo la coppia non ha molti diritti e doveri. E come se non bastasse anche quando i nove anni sono passati la situazione non cambia più di tanto. Perchè in ospedale se il primario non vuole non che tu assisti il partner, stai pur certo che non ti avvicini alla sua stanza, e in caso di morte la successone deglia averi è tutta un’altra gatta da pelare.

Io credevo tanto che quando abbiamo richiesto il riconoscimento dei diritti parlasimo di qualcosa si più della semplice frase “Si, siete conviventi, mandatevia una mail!”… però se ci pensate bene se mandate i documenti con la posta prioritaria risparmiate due giorni d’attesa!

Posta celere PER convivenza celere! Seee