AIDS


Ero al liceo quando l’ho scoperto. L’AIDS non sapevo neanche cosa fosse di preciso. Sapevo che era la malattia dei ‘90, lo stesso decennio della coca e del boom economico. Sapevo che era dolorosa, pericolosa e portava alla morte. Ed io non sapevo neanche di essere gay.

Ero a casa sua quando l’ho scoperto. Usava tenere una scatola di ferro con lucchetto nel comodino ed io mi chiedevo sempre cosa contenesse. Pur essendo molto legati non ho mai chiesto. Poi un giorno vedo quella scatola socchiusa. Lui va in bagno ed io la schiudo. Dentro c’era una distesa di medicinali dal nome sconosciuto. In fretta e tremante apro una scatola e leggo il foglietto illustrativo. “Medicinale indicato per i pazienti affetti da HIV”. Non ci credevo. Ho richiuso il foglietto e l’ho rimesso nel suo pacco. Ma lì, in quel limbo terrificante in cui ero sprofondato ho trovato un’altra cosa. Un altro foglio. Diceva che il paziente si stava sottoponendo ad una cura sperimentale. Lui scarica ed il rumore dell’acqua mi fa ritornare alla realtà. Ripongo tutto nella scatola di ferro e mi risiedo sul divano. Non più sorridente.

Dal quel momento ho capito che, anche se poco, avrei dovuto lottare per questa malattia. Ed è questo il motivo per cui facilmente la mia ira in fatto di AIDS si accende e non mi abbandona. Perchè è una malattia ingiusta e mai avrei pensato che lui ne fosse affetto.

foto257(Clicca sull’immagine per vederla in HQ)

Sabato pomeriggio, passeggiando con Mr. Mig, ho fatto una capaina al Vaticano, per rivedere quanto bella è San Pietro. E lì, mentre cercavamo di collegarci a scocco, mi è venuta l’idea. Lasciare un biglietto con preservativo allegato (quello in foto) per lanciare il mio personale messaggio a qualche passante. “Perchè il preservativo per ora è l’unica soluzione”. Ho lasciato il biglietto su una colonna in una zona molto trafficata. Se anche una sola persona leggendolo si fermerà per un momento a pensare io sarò felice.

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I primi sintomi dell’AIDS sono piccoli. Quasi banali. E’ un attacco al sistema immunitario il più delle volte causato da batteri, funghiparassiti. Dopo questa prima fase il corpo viene afflitto in tre diverse aree. Quella polmonare prevede la comparsa della polmonite e/o tubercolosi. L’area gastro-intestinale è afflitta da esofagite e diarrea cronica con successivo disidratamento.  Infine, l’ultima area è quella neurologica che vede la presenza di toxoplasmosi (che porta alla meningite), Leucencefalite multifocale progressiva e AIDS Dementia Complex. Nei pazienti afflitti da AIDS aumenta il rischio di sviluppare tumori come il Sarcoma di Kaposi (tumori che attaccano le mucose come i genitali) ed ovviamente i linfomiFebbre, sudorazione notturna, debolezza e perdita di peso sono i sintomi che accompagnano tutto il percorso del malato.

L’affetto da AIDS se non scopre immediatamente la malattia e comincia un ciclo medico ha aspettative di vita non oltre i 4/5 anni. Se non è possibile attuare un programma medico la morte arriva entro un anno.

E malgrado il lungo elenco delle malattie ho scelto ugualmente una foto allegra, con un ragazzo sorridente. Perchè l’AIDS è una terribile malattia, ma soprattutto è una malattia debellabile con facilità estrema. Nessuna pillola, neanche una siringa. Aghi? Neanche a parlarne. Basta solo un preservativo.

Perciò la prossima volta che farai sesso fatti questa domanda: voglio morire o continuare ad essere felice? E se qualcuno di nome Papa, dall’alto del suo trono dorato, ti dice che il preservativo non serve; che basta non fare sesso, tu ridi. Ridi fortissimo. E dillo ai tuoi amici cosa ha detto il Papa. E ridete insieme, perchè se quello è il “verbo” allora l’unico malato non è l’individuo che lotta contro la morte tutti i giorni, ma anche il Papa che non comprende quanto stupide ed inutili siano le sue parole.

Usate il preservativo. Usatelo sempre. L’AIDS non si vede. Si insinua nel sangue e si nasconde. E basta un bellissimo orgasmo per uccidere. Ma voi sapete come giocare d’anticipo per continuare a divertirvi!

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PINK va in vacanza. Una settimana fuori periodo a Torino. La grigia ed affascinante Torino. Uno dei vertici del triangolo della magia bianca. Se sarete lì mi riconoscerete facilmente. Sarò il ragazzo che in piazza castello non la smetterà di scuotere la sua bacchetta del sushi sperando che ne esca fuori qualche bell’incantesimo. Con C calcherò le pedane dei locali di tendenza, dei musei, dei bar, delle strade dello shopping e dei paninari di periferia. E per un solo giorno, qualche manciata di ore, sarò anche nell’incantevole Milano, sperando che regali a tutti noi una giornata nuvolosa, freddissima e piena, stracolma di compere.

Ed ho lasciato questa particolare immagine della Mole Antonelliana per ricordare a tutti che il 1° Dicembre è la giornata mondiale della lotta all’AIDS. Mai bisogna dimenticare che questa malattia è la più stronza, bastarda, schifosa di tutte. E per combatterla non ci vuole molto. Basta solo usare il preservativo. Non solo il 1° Dicembre, ma sempre. Tutto l’anno. Tutta una vita. E’ davvero un piccolo sforzo che vi salva . Se si mette in pericolo la propria vita, e quella degli altri, per uno sciocco capriccio allora si è stronzi, bastardi e schifosi quanto lo è l’AIDS. Indossate un fiocchetto rosso e combattete tutti insieme. Io davvero ci credo in un futuro senza questa malattia.

Ci risentiamo il 3 dicembre sera quando, carico di regali, emozioni e foto, atterrerò a Roma Fiumicino con la certa speranza di voler ripartire due secondi dopo.

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1 DICEMBRE. WORLD AIDS DAY.L’unica prevenzione è usare il preservativo.Quel piccolo gesto che ti allunga la vita.

PINK AND THE CITY for “World AIDS Day”