Guadalupe

Nella lista delle cose da comprare in America, proprio all over the top, c’era la candela di Nuestra Señora de Guadalupe. Cioè, non ho pensato minimamente ad inserire nella lista I-pod e tecnologia, maglieria o tavole da surf; quello che volevo era questo item camp da far brillare nella mia camera. Ad L.A. i ragazzi trucidi messicani avevano tatuata la Guadalupe praticamente ovunque. Si trovava quell’immagine in ogni antro tarro di Venice Beach, ed è quindi a lei che mi rivolgo in questi ultimi venti giorni romani prima delle vacanze. Santa, santa, santa Señora, fa che passi il tempo come in tre secondi. Fa che in questi venti giorni il mio umore passi da gattara-incazzata a surfista-peace&love. Fa che gli ultimi due esami (e varie ed eventuali) vadano a buon fine, che arrivato a questo punto, accetto come “buon fine” anche una sfilza di 18. E soprattutto, cara Guada, fa che in questi ULTIMI venti giorni io riesca a trovare un paio di gnoccoloni che, con il loro fare trucido, mi conducano a braccia aperte in questa estate.

E magari per la questione del tempo non ci puoi fare niente, ma per gli gnoccoloni, davvero, impegnati.