(Black Friday. U.S.A.)

Saldi, saldi ed ancora saldi. Non passa un anno in cui mi perdo la processione di inizio saldi. E quindi, quest’anno, malgrado i tremila esami, malgrado il poco tempo a disposizione, malgrado il caldo tropicale, alle 10 ero fuori casa per andare al centro commerciale. Essì, perché se già una settimana dopo l’inizio dei saldi i negozi appaiono mezzi vuoti e con solo indumenti anni ‘90 da poter comprare, fisurarsi a fine mese. Perciò, l’unica cosa da fare è armarsi di calma ed affrontare le folle di ossessionati da shopping.

Appena ho messo piede nel centro commerciale mi sono sentito perduto. Gente ovunque, anche attaccati ai lampadari. Corse folli per non farsi fregare “quella camicetta a poco”.  Ed io, quasi sconvolto, mi sono aggirato in questi negozi pieni di gente che sembravano zombie. Ho utilizzato la mia solita tecnica. Se c’è qualcosa di interessante non si compra. La si prende, la si nasconde dietro una pila di maglie orribili, e si continua il giro. Alla fine della giornata, si rifà il giro al contrario decidendo quale degli indumenti nascosti è il migliore da comprare. Ahimè, quest’anno però, ho usato la tecnica solo una volta.

I negozi sembravano aver svuotato sugli espositori tutti i vestiti che conservavano in magazzino dai tempi della resistenza. Io che mi immaginavo di dover lottare con una stronza per accaparrami il vestito di nozze dei miei sogni, non ho avuto neanche la possibilità di sfiorare un tessuto lontanamente interessante. Insomma, pareva che la scelta fosse: o i nuovi arrivi (che sono gli stessi abiti che c’erano la scorsa settimana in negozio), o la moda barbona. Infine ho scelto per l’acquisto di una sola t-shirt e ritorno a casa.

Ma no, non è che sono finalmente guarito dall’essere assolutamente Shopaholic. Aspetto solo che mi vengano date le coordinate precise dell’annuale missione segreta da parte di Zio Paperone. Anche con 50° sarò in via Condotti con la sua lista della spesa, alla quale si aggiungeranno regali e regalini per me. Perché in realtà mi piacciono le burinate da centro commerciale, ma non c’è nulla che mi agrada come lo shopping a spese d’altri nei negozi mezzi vuoti e profumati del centro.