
(Black Friday. U.S.A.)
Saldi, saldi ed ancora saldi. Non passa un anno in cui mi perdo la processione di inizio saldi. E quindi, quest’anno, malgrado i tremila esami, malgrado il poco tempo a disposizione, malgrado il caldo tropicale, alle 10 ero fuori casa per andare al centro commerciale. Essì, perché se già una settimana dopo l’inizio dei saldi i negozi appaiono mezzi vuoti e con solo indumenti anni ‘90 da poter comprare, fisurarsi a fine mese. Perciò, l’unica cosa da fare è armarsi di calma ed affrontare le folle di ossessionati da shopping.
Appena ho messo piede nel centro commerciale mi sono sentito perduto. Gente ovunque, anche attaccati ai lampadari. Corse folli per non farsi fregare “quella camicetta a poco”. Ed io, quasi sconvolto, mi sono aggirato in questi negozi pieni di gente che sembravano zombie. Ho utilizzato la mia solita tecnica. Se c’è qualcosa di interessante non si compra. La si prende, la si nasconde dietro una pila di maglie orribili, e si continua il giro. Alla fine della giornata, si rifà il giro al contrario decidendo quale degli indumenti nascosti è il migliore da comprare. Ahimè, quest’anno però, ho usato la tecnica solo una volta.
I negozi sembravano aver svuotato sugli espositori tutti i vestiti che conservavano in magazzino dai tempi della resistenza. Io che mi immaginavo di dover lottare con una stronza per accaparrami il vestito di nozze dei miei sogni, non ho avuto neanche la possibilità di sfiorare un tessuto lontanamente interessante. Insomma, pareva che la scelta fosse: o i nuovi arrivi (che sono gli stessi abiti che c’erano la scorsa settimana in negozio), o la moda barbona. Infine ho scelto per l’acquisto di una sola t-shirt e ritorno a casa.
Ma no, non è che sono finalmente guarito dall’essere assolutamente Shopaholic. Aspetto solo che mi vengano date le coordinate precise dell’annuale missione segreta da parte di Zio Paperone. Anche con 50° sarò in via Condotti con la sua lista della spesa, alla quale si aggiungeranno regali e regalini per me. Perché in realtà mi piacciono le burinate da centro commerciale, ma non c’è nulla che mi agrada come lo shopping a spese d’altri nei negozi mezzi vuoti e profumati del centro.
Luglio 5, 2009 at 11:04 am
Nooooooooo!!! Saldi nooooooooooooooooo! Vi prego: non ricordate a mia madre che ci sono i saldi!! Tutti gli anni puntualmente arriva in camera mentre io mi faccio beatamente gli affari miei e dice:
“Bambolottoooooooooooooo! Oggi ti porto a comprare qualcosa nei saldi!” Io tento di nascondermi nei cassettoni del mio letto, ma inutilmente visto che ormai ha scoperto il mio nascondiglio da ANNI… Così mi trascina fuori e inizia la maratona… Passiamo da un negozio all’altro facendo impazzire le commesse, poichè a me non piace niente. Con la scusa di portare me nei saldi finisce sempre che LEI arriva a casa con sacchettate di roba e IO torno con solo quella splendida maglietta che era l’unica logicamente NON IN SALDO.
Come se non bastasse quest’anno ci si mette pure mio padre, il quale ha deciso che “devo comprarmi un paio di scarpe da tennis nuove”, quando ne ho già 4-5 paia… Demenziale…
A me piace andare nei saldi con le mie amiche, quando sono ormai alla fine, quando puoi trovare soltanto quelle cose anni 80 che farebbero inorridire una ragazza della mia età, ma che a me piacciono proprio per questo! Non con 2 pazzi che tra poco si ammazzano per (come dici tu) “quella camicetta così a poco”!
Sig… Speriamo che mamma se ne sia dimenticata!!!
Luglio 6, 2009 at 5:25 am
Io devo ammettere che la mia parte l’ho fatta, riuscendo ad acquistare quelle fantastiche Tokidoki
Ora devo pensare ad un raid nr 2 e ad un raid nr 3, buttandomi però sull’abbigliamento..
Luglio 6, 2009 at 5:26 am
che poi, @Miss ale kaulitz: 4-5 paia di scarpe da tennis… son pochissime!
Luglio 6, 2009 at 10:09 am
Oddio no!! Sono fin troppe!!
Me ne bastano 2 paia: così se se ne bagna uno c’è l’altro! XD
Luglio 6, 2009 at 3:23 pm
e mi sa che questa volta concordo con Lore!. Miss, 4 o 5 paia significa andare scalzi. Ce ne voglio almeno uina decina per on scadere nell’indecenza hahaha