22:35. Ho incontrato il cugino lontano di Al Pacino. Era distrutto per non avergli potuto consegnare una busta contenente i recapiti per contattarlo. “Sono davvero io”, mi ha detto. “Ma questo mondo è molto chiuso ed io non riesco neanche ad avvicinare Al. Devo solo dargli una busta. Nulla di più. Una volta ci ho anche parlato al telefono con lui, però il suo staff non mi fa avvicinare ugualmente. Devo incontrarlo. Insomma, sono suo cuginoooo”. Io quasi in lacrime per il momento soap opera, mentalmente appuntavo ogni minimo dettaglio per riportarlo qui. Faccio o no un buon lavoro??

22:34: Al diavolo Pacino. Che farsene del mito del cinema se in sala puoi avere la Ventura! Ebbene si. La tanto ricercata, burina, elegante, rossa Ventura ha fatto una capatina a Roma solo per assistere all’incontro con Al. Ed io, che non ho potuto fare il carpet perchè ho fatto tardi mangiando sushi, ho scoperto della sua presenza solo entrato in sala. Ho cercato la sua folta chioma bruciata dalle tinte in ogni dove. Ho beccato la Marini e Cecchi Gori, poi la mitica urlatrice di Ciroooo Ciroooo (non mi sovviene il nome), ho ammirato il fondo schiena (un pò piattarello ma scoperto) di Tiziana Rocca, ed infine, finalmente l’ho vista. Lei. La regina dell’isola. La regina di rai due. L’unica showgirl che è un brand! La mia Simononaaaaaaa. Poi finalmente si sono abbassate le luci ed ho focalizzato l’attenzione su Al Pacino, ma ahimè, è stato difficile. Ora redazione articolo e poi (spero presto) nanna! I’m tired, e le mie tonsille urlano “Vogliamo uscire da quiiii, siamo ormai grandi e rosseeeeee”!

19:20: Appena terminata la conferenza stampa con quel mattatore di Al Pacino. Ormai vedo più lui che i miei amici nel mio periodo di clausura. Al è un mito. Un grandissimo attore che non ha paura di sbottonarsi con la stampa. Ha raccontato di aneddoti esclamando infine, riguardo la prima interpretazione di Marlon Brando in Un Treno CHiamato Desideri, “He was fucking goood”. Ed ora corro in sala per assistere alla premiazione di Pacino con il Marcoaurelio D’oro. Ed ovviamente non mancherà il VIP Watching nell’attesa! Vado. Il carpet attende, Al mi ha chiamato!

16:20: Mi sta salendo la febbre, letteralmente! Cioè, non sono febbricitante perchè sto per incontrare per la seconda volta in trenta giorni Al Pacino. Semplicemente una tonsilla tra un pò mi esce dalla bocca e sento freddo. Intanto ancora non so che fare e la conferenza con Al comincia tra un’ora e mezzo. Perciò: Spiffero MOMENT. Allora, nuova spifferata dalla sala stampa. Qui i giornalisti, inosservati, scrivono i pezzi che tutti voi leggerete in futuro. Spiando sugli schermi altrui si leggono cose di bruttezza indicibile. Un giornalista sta scrivendo ora il pezzo per domani mattina su di un evento che ancora non è avenuto. Ha descritto il red carpet di Al Pacino nel dettaglio (con tanto di riferimento ai fan accorsi per vederlo)… peccato che Al calpesterà (con me sorridente accanto) il tappeto rosso solo dopo le 19:00.  

 

15:25 Giro celere per le tre mostre del Festival. “Topolino, che attore!” è la mostra Disney. Presto verrà anche ufficializzata con un red carpet fumettistico. Paperon De Paperoni e Mickye Mouse si concederanno ai fotografi. In ongi caso non è nulla di estremamente interessante, anche se i disegni del remake di Casablanca in versione topolosa è favoloso. La mostra C’era una volta il ‘48, curata dal mio professore è quasi inutile. Solo una serie di fotografie (tratte dalle varie pellicole) ed una proiezione. Quel prof non mi è mai piaciuto. Terza mostra, la migliore, è Il brasile di Pierre Verger. Fotografie (quasi tutte 40×40) mostrano scorci brasiliani del ‘40 circa. La musica trasmessa in filodiffusione è piacevole (come i fisici dei soggetti fotografati).  Intanto la sala stampa si comincia a riempire ed io, venuto qui troppo presto, non so più che fare!

 

14.23 In diretta dalla sala stampa dell’Auditorium, apro le danze per questa nuova ed interessante festa. Il festival internazionale del film di Roma. Piccole indiscrezioni. In sala è già arrivato il boss. Lei è il mio mito di giornalista. Sempre di nero vestita. Bionda. Fredda, acida e cordiale. La adoro!

L’auditorium è ancora vuoto. Il primo incontro stampa avverrà tra quattro ore ed ora non mi tocca che cominciare a girovagare per le mostre (ed i bar) di questo luogo, che per ora ancora amo!