23.07.2008

La Svizzera si è saputa presentare. Specialmente con il volo pieno di hostess bionde, alte ed algide e gli stuart assolutamente gay. Tobias Houster è stato il mio preferito, con un nome da porno che già dice tutto. Durante il volo l’America ha fatto capolino nei volti dei passeggeri, oltre che nei controlli e nei documenti per il visto (ho dovuto mettere il ceck a domande del tipo “sei pazzo?”, “sei una spia nazista?”). Al ceck-in interno a Zurigo c’erano talmente tante persone diverse che ci si poteva perdere nei volti e nelle differenze. Un gruppo di peruviani del progetto immigrazione, famiglie di quaccheri, ebrei con lo zuccotto (il migliore era un ragazzo seduto accanto a me che si è addormentato con la testa sulla mia spalla), afroamericani e le classiche facce da film americano. Ho riso a squarcia gola nel vedere come un padre dal volto squadrato si sforzava di far entrare nel miglior modo possibile le sue valige, e quelle degli altri, negli scompartimenti sopra il sedile. “It works, great!” ha esultato infine, soddisfatto e rilassato, quando tutto era perfettamente in ordine nel migliore modo possibile.

Il volo intercontinentale è stato meno peggio di quello che mi aspettavo. Cioè, mi fa comunque sempre strano stare seduto dentro un pistolone di metallo che vola a 40.000 piedi sull’oceano ad una temperatura di -57 gradi, but, anyway, finchè ci sono film da vedere e cose da mangiare non mi frega di essere sospeso dove solo gli angeli, dicono, possono volare.

CURIOSITA’

Gli ebrei a bordo mangiano solo cibo speciale di una ditta chiamata Shalom Air Catering. Il perchè non possano mangiare nemmeno lo stesso tipo di pane mi è ancora ignoto.

(Clicca per l’HQ. Le Alpi)

(Clicca per l’HQ. Il pistolone della Swiss)