Ieri, finalmente, la serata tanto attesa è arrivata. La famigerata apertura del Gay Village è avvenuta in pompa magna, con tanto di piccolo comizio di benvenuto tenuto da Stefano Campagna e dalla ridente Imma Battaglia. La musica, a tutto volume ha animato gli animi queen di tutti i presenti. Io ci sono andato con l’immancabile Vago e C. Praticamente in un posto chiamato Gay Village, nel mio gruppo ero una minoranza.

Vago, che ha stremato me e C. affinchè andassimo al Village per le 22:30, è arrivato con un ritardo abnorme. Motivo? Avendo parcheggiato la macchina in zona Eur non aveva il coraggio di chiedere ai passanti dove fosse il Village. Così, senza meta, ha inventato nuovi percorsi, con tanto di giro intorno al colosseo quadrato, per raggiungere la location. E’ possibile solamente immaginare quanto alte si sono alzate le mie urla nell’udire che Vago aveva pudore nel pronunciare “Gay Village”. Credo proprio che dovrà redimersi di questo comportamento con una lunga e frequente attività nell’ambiente gay. Altrimenti potrà scordarsi del suo boudoire nel mio appartamento americano e delle soste notture a Montesacro (che per il momento sono sospese. Ma per altri motivi affini!).

C., la persona più sensibile che conosca, si è ambientato nel locale a perfezione. Merito anche di un breve training avvenuto nel pomeriggio. Quando lui viene a Roma passiamo il tempo a passeggiare mangiando gelati e comprando oggetti inutili. Così ieri, prima della nottata siamo stati a comprare regali al Too Much, favoloso negozio di oggettistica etero friendly, giro da Sephora per prendere una boccetta di Dolce & Gabbana Blue Light, e tappa allo store LaCoste per il mini concerto live di Paola e Chiara. Si capisce facilmente come, una preparazione così importante, possa aver facilitato C. a passare il suo tempo al Gay Village.

Ma il momento insuperabile di tutta la serata è stato quello che a me piace chiamare Panic on a dancefloor. Da quando sono piccolo ho desiderato che accadesse, e finalmente è avvenuto. Io ho la propensione ad immaginarmi in situazioni al limite, create dalla mia fantasia dall’unione di notizie di cronaca e scene da soap opera. Ieri però tutto è stato reale. Che si immagini la scena. Mille persone almeno saltellavano sul dancefloor commerciale al ritmo di Britney Spears, quando, di punto in bianco, il pavimento di legno comincia a scricchiolare. Crepe cominciano a formarsi su tutta la superficie e rumori, come solo sul Titanic si sono uditi prima di ieri sera, sconvolgono i ballerini che, urlanti e tremanti, scappano via in tutte le direzioni. Il pavimento, completamente distrutto ha causato la chiusura della pista causando orrore e sgomento nei pop addicted che si sono comunque accontentati di un posto nell’erba dove ballare.

Mai una serata in disco è stata più emozionante! Che il PINKethon continui! Questa sera a casa accoppiata C. - Mr.Mig.