Eccomi di ritorno dalla prima tappa che mi vede impegnato nel grande evento che è il Pinkethon. Ovvero: sopravvivere ad una settimana intensa di studio, ospiti, serate, interviste, recensioni, uscite, doveri. Ce ne saranno di belle.

Insomma, sono appena tornato a casa (solo per qualche istante) dalla conferenza stampa della presentazione del film d’animazione Kung Fu Panda, in uscita il prossimo 29 agosto. E’ stata programmata allo storico Hotel Hassler, edificio che io amo per la sua collocazione strategica. Praticamente sulle scale di Piazza di Spagna. Chi vive all’Hassler può letteralmente dire “Scendo le scale e sono in centro”. Inviadia verde (come Hulk) la mia.

Erano presenti in conferenza Jack Black (School of rock, L’amore non va in vacanza), Dustin Hoffman (Il laureato, Stardust) e l’italianissimo, quanto spaesato, Fabiuccio Volo (Manuale d’amore 2, La febbre). Praticamente i tre, non sapendo che dire sul film (sempre un catone animato è), dopo le classiche domande sulla Cina, hanno cominciato letteralmente a cazzeggiare.

Jack Black, divertentissimo anche fuori dagli schermi, ha anche cantato una canzoncina chiamata Reincarnation, per due giornaliste che sembravano più fan scatenate alla Tokio Hotel, che brave scrittrici. Non è neanche il caso di dire che le due si sono presentate talmente tanto in anticipo da poter prendere i posti in prima fila. Dustin Hoffman, simpaticissimo, spiritoso e brillante, ha vissuto il suo momento di terrore quando, un giornalista di cui mi sfugge nome e testata, ha espressamente detto: “Vorrei chiederle che ne pensa dell’aria condizionata in questa stanza e poi cosa saprebbe dirmi del lato oscuro dello 007 Daniel Craig”. Momento di raccapriccio e tensione. Il moderatore, paonazzo in viso, ha cominciato ad urlare “Ma le pare il caso di fare queste domande??”. Il giornalista si difendeva balbettando e dicendo “Ma lui ha detto cose simili in un’intervista”. “Ma te stai zitto”, ha commentato un giornalista nella folla mentre l’interprete era letteralmente lost in traslation. Poi, dopo un momento di silenzio, Dustin fa segno di voler rispondere e, sfoggiando un sorrisone ha detto in italiano: “Non me ne frega niente”. Applausi e risate. Il giornalista deve essere uscito di nascosto dalla sala evitando di incontrare gli sguardi assassini degli addetti stampa.

Fabio Volo, completamente fuori dal contesto, è stato silenzioso tutto il tempo, scherzando di tanto in tanto con Hoffman. Dopo aver ripetuto la menata del racconto di lui panettiere ha scherzato un pò con la stampa per poi fuggire subito appena finita la conferenza. Insomma, poteva anche non esserci. E giustamente, vista la presenza di uno degli attori più importanti del cinema americano. Fatto sta che Fabiuccio non mi ha lasciato neanche il tempo di farmi autografare il suo libro, che è scappato. Grazie a questo gesto entra nella top ten dei divi dall’autografo difficile come la maialetta Reneè Rellweger.

La conferenza è stata invece qualcosa di talmente tanto caciarona che un articolo ed un’intervista non si sa come farla uscire. Sarà un nuovo obiettivo da inserire nel Pinkethon. Quando tutto sarà terminato si vedrà solo la bandierina di Kung Fu Panda sventolare in aria.

AGGIORNAMENTO: Mi è venuta solo adesso in mente una telefonata fatta a C. questa mattina. E’ andata piò o meno così.

PINK: C. sto andando ad intervistare Fabio Volo!!
C.: Ma daiii. Fagli una foto e poi me la fai vedere.
PINK: Senti, se lo becco lo prendo, lo lego al letto e lo saluti di persona quanto arrivi a Roma. Altro che fargli una fotografia.
C: (soffoca dalle risate)

E devo dire che Mr. Volo ha davvero rischiato. Quello sguardo vago, misto a sciattoneria finta, con il tatuaggio del braccio in vista e la sua vocina tanto caruccia mi hanno quasi fatto estrarre le mie manette da borsa per legarlo e trascinarlo via. Poi, fortunatamente, è scappato prima che potessi avvicinarmi.