Una delle cose estive che mi piace di più è uscire di casa per cene e passeggiate con amici e prendere l’autobus notturno per andare a casa. Mai manca una breve passeggiata in solitaria per godere del caldo serale che sa sciogliere tutti gli ultimi nodi di tensione rimasti! E proprio quando ormai sono un unico pezzo di bontà e spensieratezza, entro in quegli autobus bollenti stracolmi di gente e comincia la mia attività di antropologo cittadino.

Ieri sera mi sono soffermato ad analizzare una categoria molto particolare di visitatori da autobus notturno. Ovvero il macho eterosessuale firmato (IMEF). Questa particolare categoria di persone è realmente, e simpaticamente, caratteristica. Fa praticamente parte dell’architettura romana. Se ne possono vedere a spasso in ogni zona, ma nelle ore notturne I machi eterosessuali firmati si triplicano diffondendo ovunque le loro urla. Fisicamente sono tutti molto simili. Palestrati ma con trippa e maniglie dell’amore. Ovviamente il fisico è super fasciato in mini magliettine in lycra, aderentissime, con l’immancabile scritta colorata tutta piena di swarovski. I capelli sono sempre cortissimi, questo perché quasi tutti gli addicted alla categoria sono militari dislocati nelle svariate caserme romane. Un piccolo particolare indispensabile sono le sopracciglia seghettate e sottilissime. Strascico di una moda in disuso, IMEF, ne vanno fieri. Tra i must c’è l’orecchino gioiello grande quanto ad un lampadario del Four Season, brillantino al naso (storto) e piercing nel sottolabbra. Non manca il tatuaggio tribale sul braccio o polpaccio in onore del patron della categoria, Costantino Vitigliano.

Mentre ne osservavo qualcuno ho pensato: ma se questi ragazzi scelgono volutamente di rappresentare lo spirito delle mode passate, ci sarà pur qualcuna disposta a passare la vita con loro. Io, per quanto mi sforzi, davvero non riesco a credere che nell’esistenza di ragazze disponibili a passare il loro tempo con quest’accozzaglia caratteristica di suoni mugugnati e lycra style. Ho deciso così di farmi una promessa.

Se mai un giorno dovessi palestrarmi anche io, immancabile dovrà essere un esperimento di camuffamento nella flora romana. Indosserò una t-shirt David Hamilton paiettata. Jeans stretto, lampadario all’orecchio e capello corto. Così agghindato uscirò di casa (sperando che nessuno mi veda) alla volta del Diabolika per cercare di capire come IMEF si comportano in pubblico. Ma, cosa più importante di tutte, finalmente capirò se davvero c’è una categoria femminile ad hoc, disposta a condividere la vita (e le pinzette per le sopracciglia) con questo particolare uomo.

Questo post è abbinato a: “Uomini depilati e donne stupide”