Accade che, certe volte, andrebbe di urlare alle persone amiche frasi tipo: ma sei capace di mettere, per una volta, gli amici prima dei tuoi fattacci? Però, cercando di eliminare comletamente la rabbia da ogni situazione che mi riguardi mi ritrovo sempre a dire frasi tipo: va bene, farò il possibile per accontentarti!

Oggi, ho abortito una discussione del genere con una mia grande amica. lei è tornata a Roma ed, immancabili, ci sono stati gli incontri piacevolissimi per recuperare il tempo perso. Un problema di questa girl è che non è in grado di ascoltare. O almeno non sempre. Porto qualche sempio. Ieri. Università. Lei mi parla di vita, morte e miracoli del suo cane, della vicina, dei parenti lontani, degli amici sconosciuti, degli incontri stravaganti e degli inconvenienti lavorativi. Io, ascolto interessato e, dopo qualche ora le dico: Sai che probabilmente andrò in Spagna per la tesi? Lei, mi guarda negli occhi e poi mi dice: ma sai che ho proprio fame?! Prendo qualcosa al distributore. Non è stato, ovviamente, il caso di dirle su cosa vorrei scriverla.

Comunque, oggi mi telefona. Puoi venire a casa? Mi dovresti montare gli specchi di Ikea, portarmi la scarpiera ed aiutarmi a sistemare le ultime cose nella camera. Avevi detto che avresti fatto il possibile.

Avendo questa settimana piena di impegni le ho detto di no, ma che sarei andato volentieri la prossima settimana. Mai l’avessi fatto. Ecco per il lavoro trovi tempo, per l’università anche. Per me no.

Avrei voluto urlare “Ma che sei pazza? Capisci che università e lavoro sono due cose a cui non posso rinunciare?”; ma non l’ho detto. Lei continua Io venerdì parto e poi ritorno con mia nonna. Mi sarebbe piaciuto farle vedere la camera terminata. Ora tu non puoi venire. Ok. Non è importante per te. Capisco.

Avrei voluto nuovamente urlare dicendo “Ma non credi che fare un esame e scrivere due articoli sia più importante della camera da far vedere a tua nonna?”. Ma non l’ho fatto. Ho solo detto:  Non posso. Davvero. La prossima settimana va bene, ma questa proprio no. Sono arretrato con lo studio. Mi spiace.

Lei offesa ha salutato ed ha detto: ciao. Non è il caso di dire che il mio senso di colpa è diventato un macigno che poi si è trasformato in rabbia, che poi è diventato orgoglio, che ora sto cercando di distruggere. Durante il pranzo, dopo la telefonata, ho visto una parte di Viale del Tramonto. La protagonista, vecchia attrice dei film muti, cerca di tenere sotto le sue grinfie uno scrittore di film che potrebbe ridarle il vecchio lustro. E’ lei che deve essere la più importante e tutti gli altri non contano. Non c’è neanche bisogno di dire che mi sono sentito un pò come quello scrittore.

Io cerco sempre di mediare, di essere il più possibile tranquillo per accontentare tutti. E lo faccio con estremo piacere. Ma oggi non ci sono riuscito. Amo, fotissimamente amo, questa mia amica, ma non posso accontentarla ogni volta. Il mio senso di colpa ancora galoppa. Mai vorrei sapere che un mio amico è triste, e mi ferisce averla messa in questa condizione. Ma ci sono dei limiti che non si possono superare. Non ora. Non questa settimana. Mi spiace.