A è tornata finalmente a Roma e con lei tanti ricordi ed emozioni. Ogni volta che io ed A. siamo insieme non si fa altro che parlare di relazioni (le sue), di sesso (il mio), di gossip (sulla Kidman e Madonna) e del suo dannatissimo (nonchè buonissimo) cibo. Praticamente due Desperate Housewives che vagano, inconsolabili, tra gli scompartimenti dei supermercatti alla ricerca di super sconti (solo lei, io compro in base alla bellezza delle scatole e la pochezza delle calorie).

Ieri abbiamo fatto un pò di shopping ed, essendo lei nuovamente single, abbiamo cominciato a rifare un vecchio giochetto che prima eravamo soliti fare alla Stazione Termini. Ogni volta che qualcuno vede un bel ragazzo conta 1 punto. Se lo si vede insieme vale solo mezzo punto, e mezzo ne valgono anche quei ragazzi non belli, ma pieni di carica sessuale. E’ finita 22 a 9 per me, ovviamente. Facendo questo gioco mi è venuto in mente un aneddoto di tanti anni fa. Circa quattro.

Eravamo alla libreria di Termini e, perdendo tempo tra gli scaffali (con A. gli scaffali sono praticamente una parte integrante di tutti i bei racconti) abbiamo cominciato ad osservare tutti i boy che, solitari, si aggiravano tra i libri. Uno di questi mi ha colpito più degli altri. Una maglia rossa aderente, pantalone scuro,

zaino nero in spalla. Capelli un pò mossi e corti. Occhi interessanti ed un sorriso come pochi altri mai visti. Lui ci osserva passando per andare alla cassa e sorride. Io ed A., con la bava alla bocca ricambiamo il gesto. Decido che quell’uomo deve essere la mia preda, ma troppo vergognoso per andarci di persona mando A. per mio conto.

Prima lo seguiamo per tutta la stazione, poi A. con il mio numero su di un pezzetto di carta si avvicina a Maglia Rossa per dargli l’ambasciata (usare questo termine fa di me un uomo d’altri tempi). Da come i due comunicano capisco subito una cosa: Lui è etero ed A. è sul punto di venire. Lei ritorna dicendomi che forse il tipo è etero. Io le confermo la cosa ed entrambi decidiamo di placare le pulsioni sessuali con del cibo. Ma, tra un morso al Big Mac ed un sorso di Cola, il cellulare squillò.

“Mi fa molto piacere che ti abbia colpito, ma mi dispiace, sono etero. Mi è capitato di fare sesso con altri uomini, ma solo perchè nella situazione c’erano altre donne. Però la tua amica mi piace!”. Ecco, pressappoco il messaggio era questo. Non solo era bono, non solo era libero, ma era anche ninfomane. A. non poteva fare altro che ringraziarmi. Cedetti a lei Maglia Rossa e la spinsi ad incontrarlo quella sera stessa.

I due per un periodo di un anno si sono visti rasentando quasi una relazione. Il miglior sesso di sempre con l’uomo peggiore al mondo. Quando la relazione è però, bruscamente, terminata, A. ne uscì vincitrice, scaricando il tanto sognato uomo che davvero non pensava che una donna potesse mai lasciarlo. Leggenda vuole (ma è effettivamente accaduto) che lui per settimane si sia appostato sotto casa di A. per riconquistarla, ma lei non ha demorso lasciandolo solo, nel buio della sua macchina.

Spesso le dico che dovrebbe risentirlo, perchè malgrado Maglia Rossa fosse un cazzone, è uno dei pochi uomini che mi hanno lasciato, vivido, in mente, il ricordo di un meraviglioso sorriso. Quel bellissimo sorriso che mi ricorderà ogni volta tutti gli indimenticabili momenti che io ed A. viviamo insieme.