Testardamente: Dignità, Parità, Laicità. Lo slogan del Gay Pride romano non poteva essere più esplicito. Manifestazione intralciata in tutti i modi possibili, prima il patrocinio negato e poi la Piazza S. Giovanni non concessa, è riuscito comunque a far parlare nuovamente dei diritti della comunità GLBT.

Una fiumana di persone ha invaso le strade del centro ballando e divertendo i cittadini che hanno risposto positivamente alla manifestazione. Gli organizzatori non potevano essere più contenti dell’esito. L’ordine dei partecipanti ed il pieno rispetto delle regole ha dimostrato che gli incivili vanno trovati altrove, “In Parlamento” ha suggerito Vladimir Luxuria nel suo intervento a fine parata. 500mila persone stimate, hanno seguito il percorso urlando la propria personale richiesta di diritti ed accettazione e non è mancato un piccolo momento di paura. Infatti in via dei Fori Imperiali, un gruppo di persone, appartenenti al Gruppo Futurista e Casa Pound, hanno cercato di aggredire con coltelli e ed insulti i manifestanti, ma fortunatamente, il pronto intervento della sicurezza ha allontanato immediatamente la minaccia.

I carri, circa una ventina, rappresentavano ciascuno i vari gruppi che compongono la comunità gay, e tra tutti, ha fatto da padrone il carro “sobrietà” di Muccassassina. Go go boys, ballerini e Drag Queen tutti vestiti di bianco hanno omaggiato le parole dell’amata Carfagna che ha consigliato di essere sobri abbandonando le paillettes ed i costumi. Le tre Drag per gli abiti si sono ispirate al calendario sexy della Ministra sottolineando l’assurdità delle sue dichiarazioni. Come la stessa Luxuria ha affermato “è davvero troppo sentire la Carfagna parlare di sobrietà. Una delle foto del calendario la vedeva nuda, avvolta dalle reti da pesca e uomini. Il titolo dell’immagine è “Lussuria”. C’è chi ha il cognome, e chi invece fa le foto”. La serata si è poi conclusa con la notte organizzata dal Muccassassina. Euphoria, questo il nome del party, ha accolto tutti i partecipanti alla manifestazione che hanno continuato a divertirsi con la splendida animazione drag e con la musica dei dj di Ibiza.

Il Gay Pride ed il suo colorato rumore è un evento più importante di quanto si pensi. Scendere in piazza silenziosamente e “furtivamente” non ha senso. E’ proprio grazie al rumore di tante persone messe insieme che si riesce ad attirare attenzione verso un argomento di cui nessuno vuol parlare. Se è vero che davanti alla legge tutti sono uguali, dovrebbe anche esserci una condizione in cui le leggi sono uguali per tutti. Purtroppo l’Italia è un paese incivile, pieno di contraddizioni e falsità. Il motivo della crisi che percorre il Paese è da trovarsi proprio qui. Non nei diritti negati ai gay, ma nell’utilizzo di “diversi pesi e misure” in base all’etnia, religione ed orientamento sessuale. Mai una nazione europea è apparsa così retrograda e morta, e la sobrietà è l’ultimo dei problemi quando i diritti basilari vengono negati a delle persone che non fanno nient’altro che amarsi.