There I am! Ed infatti non sono al computer in questo momento, ma ho programmato la pubblicazione di questo post. Sono (senza alcuna ombra di dubbio) al Gay Pride di Roma. L’ho atteso per tantissimo tempo e finalmente è arrivato. Probabilmente sto saltellando da un carro all’altro. Fotografo attentamente tutti i go go boys (che mi piacciono solo in queste occasioni carnevalesche) e, di certo, ci ho già provato con qualche ragazzo. Se non fosse successo almeno quattro o cinque di loro sono stati pedinati e fotografati.

Comunque, questa è l’unica giornata in cui mi concedo qualche frivolezza gaya. Normalmente in pubblico sono composto, ordinato, elegante. Ma al Pride tutte queste parole perdono di senso ed io mi trasformo nella versione più allucinante che possa essere. La stessa persona che in realtà si svela al Karaoke dopo qualche drink di troppo, ma questa è un’altra storia che forse un giorno verrà svelata.

Insomma, la mia giornata si svolge in questo modo. Manifestazione dalle 15 alle 19. Subito a casa di Ag. per mangiare una pizza senza mozzarella e con le verdure grigliare (oil free) comodamente adagiato sul parquet. Preparazione per la folle serata e dunque il gran party “Euphoria” di fine Pride. Per il Roma Pride indosserò (e quindi lo sto facendo in questo momento) scarpe bianche, pantalone bianco, camicia smanicata bianca sopra una t-shirt bianca e, tocco dei tocchi, due grandi ali di piume vere in spalla. Sarò l’angelo gay, il protettore del bello! Per la serata invece mi trasformo in “Ragazzaccio pom pom”. Indossero un paio di jeans, un guanto lungo al braccio che riproduce i tatuaggi, una t-shirt blu ed una specie di cravatta che in realtà è il colletto di una camicia con tutta la striscia dell’abbottonatura. Insomma una cosa strana. Ma ora vi chiederete: “Perchè Pink ha detto che si veste da Ragazzaccio Pom Pom se fino ad ora sembra solamente un ceffo tatuato da riformatorio?”. Perchè, il tocco dei tocchi, per questa seconda mise, è un paio di pom pom fuxia luccicosi. Ed il “Ragazzaccio Pom Pom” con tanto di tatuaggio e street style è fatto.

Ora, mentre io continuo a saltellare per le strade capitoline vi saluto sperando che questo pomeriggio di follia possa far capire che noi tutti esistiamo davvero e non siamo una mera invenzione televisiva. Siamo colorati, egocentrici, rumorosi, ma solo in questa giornata, perchè altrimenti finiremmo direttamente nel dimenticatoio. “Sobrietà” non è solo qualcosa di esteriore, ma è un modo di vivere che almeno io adotto ogni giorno. Ma se mettere le ali e ballare in strada può servire a far parlare dei diritti degli omosessuali, allora lo faccio con molto piacere. Perchè in un giorno lontano anche io vorrò dividere la mia vita con un uomo, anche io vorrò avere un bambino, ma al momento non è possibile. Che insieme si possa finalmente fare qualcosa di giusto!

Vi lascio al video dell’inno del Roma Pride. Tutta mia la città”.