
Io lo so che non sono solo, neanche quando sono solo. La canticchio quando in giornate come queste io mi sento solo. So di non esserlo, ma di fatto è una decina di giorni che sto proprio con il morale a terra. Ieri però sono stato felice. Mr. Mig ha fatto un’improvvisata a casa svegliandomi in mattinata. Sarebbe dovuto andare in barca per tutto il week-end ma poi ha perso il treno ed ha preferito passare da casa. Vago l’ha seguito successivamente e tutti e tre abbiamo passato una piacevolissima giornata. Poi sono andati via e di botto è ricrollato il morale.
Ma cosa mi succede? Dov’è finito il mio influsso cabalista? Ero felice fino a qualche giorno fa ed ora ogni cosa bella che faccio mi fa sorridere solo per un tempo molto limitato. Un concetto della Kabbalah è quello di raggiungere la luce. La luz come diceva un mio amico spagnolo. La luce è quel punto in cui la felicità non è più limitata ad un piccolo piacere momentaneo, ma è prolungata e molto appagante. Ora l’ho persa. I miei amici sono partiti oppure sono in partenza. Gli altri non sono di Roma.
Al. è a Londra e lo posso sentire solo via mail. Non posso pensare che solo un anno fa ogni sabato sera eravamo a folleggiare in giro. Facevamo cenette a casa e mangiavamo quei deliziosi cornetti di Monti Tiburtini. Vago è in partenza per la Finlandia. Ovviamente sono felice per lui, ma un mese… cavoli. E’ tanto! Chi inviterò per una serata cinema? Con chi rimarrò a chiacchierare in queste lunghe serate primaverili? A. poi non so proprio quando ritornerà. Ormai non è a Roma da tre mesi e non ritornerà qui molto presto. Sento davvero la mancanza di tutti. Di Cla! Quanto mi manca. Poterlo abbracciare. Chiacchierare nel letto prima di addormentarci. Le telefonate. Le passeggiate. Le uscite!
Io lo so che non sono solo, neanche quando sono solo. Però adesso mi sento fottutamente solo. Tanti altri amici sono rimasti a Roma, ma la felicità è qualcosa di talmente tanto ampia e varia che non è quantificabile in numeri di persone, ma in energia. Quella energia che ognuno di noi è capace di sprigionare.
Però la mia esperienza mi insegna che ogni momento, per quanto brutto, è superabile. La nostra energia ci fa superare i problemi e perciò lunedì cabierà tutto. Ricontattero V, Ali e MK. Richiamerò Ag e affilerò per un’altra volta i denti. Io non sono solo.
Aprile 26, 2008 at 8:48 pm
E’ questa sensazione di solitudine che ogni giorno ci portiamo dentro a rendere le nostre giornate speciali.
E’ la solitudine che ci spinge a fare sempre il meglio per lasciare il segno ad ogni nostro passaggio in modo che un giorno qualcuno si ricordi di noi anche se noi non ci saremo più…
Aprile 27, 2008 at 6:46 am
pink, ma che signifa il logo che hai messo?
poi non sei solo c’è sempre bob
Aprile 27, 2008 at 7:14 am
Im lo ani li, mi li? Se non ho me stesso, chi ho? Mia figlia, in piena crisi adolescenziale, già da qualche anno affronta qua e là la solitudine. E io le dico, devi imparare a stare sola: per poi non starci. Perché l’uomo è un animale sociale, perché la solitudine si deve fuggire, ma perché non devono poterti ricattare, non devono avere un’arma nel dirti “Se non fai come noi, ti lasciamo solo/a”.
L’amore, come l’amicizia, non si elemosinano. Si costruiscono. Si lotta per averle quando non si hanno, per mantenerle quando si hanno.
Conosco persone che hanno fatto gran brutte scelte pur di non stare soli. Ma la tua, caro pink, mi pare che sia un momento in cui le persone care siano solo fisicamente distanti: ci sono, ti vogliono bene. E’ solo questione di organizzarsi le giornate. Generalmente, questi sono i momenti in cui uno si riappropria dei propri spazi, perché il qualcuno c’è, è sempre contattabile, e tornerà: e allora questa non è solitudine, ma un momento di respiro.
Al cinema ci si va anche da soli, e non è triste affatto: è bello uscire passeggiando, e potersi fermare anche un’ora a guardare un particolare, senza che nessuno ci tiri per la manica.
*** In bocca al lupo… e comunque anch’io sono a Roma! ***
Aprile 27, 2008 at 10:10 am
Sei a Roma??? E non sei in partenza per mete lontane?? Sei una rarità!
Comunque grazie a tutti! Davvero!
Le tre lettere che ho inserito in alto sono una delle parole della kabbalah. Ayin Lamed Mem , vanno lette come ho scritto qui nel commento ma da destra a sinistra. Il loro significato è accostabile al concetto dell’eliminazione dei pensieri negativi. Quando si medita su questa parola si deve cercare di distruggere i pensieri negativi costruiti dall’ego.
Aprile 27, 2008 at 10:13 am
Why not try to see things from a different angle
Your life is a sham
Till you can shout out
I am what I am
Aprile 27, 2008 at 10:18 am
Evviva la Gloria!
Aprile 27, 2008 at 11:07 am
e invece cosa siglifica la parola che hai scelto come tuo identificativo? come mai sei così affascinato dalle lingua israeliana e dalla cabala? te lo chiedo perchè ne sono incuriosito. della cabala vera ne so davvero poco, so che deriva da una vecchissima tradizione ebraica, ma non molto di più (ah, si anche che i napoletani la usano per vincere al lotto ahaha)
Aprile 27, 2008 at 11:14 am
Allora, ti rimando a questo link
http://pinkandthecity.wordpress.com/2008/03/13/juno-il-potere-del-libero-arbitrio/#comments
Nei commenti a quel post c’è spiegato il significato della parola che io ho scelto e la breve spiegazione di cos’è la kabbalah.
Sono molto afascinato dalla cabala perchè qualche anno fa ero alla ricerca di qualcosa di particolare. di uno stile di vita che potesse staccarsi dalla figura di un Dio ma rimanere allo stesso tempo spirituale. Avevo sentito parlare della cabala un pò ovunque. Le star, i giornali, i libri, così ho cominciato a leggere qualcosa e son rimansto folgorato da quello che dice. Poi , come hai detto tu, è una disciplina molto antica. Addirittura più vecchia del cristianesimo e del buddhismo (nate entrambe dalla kabbalah), ed è un pò difficile a tratti da comprendere.
Aprile 27, 2008 at 11:28 pm
[...] tante richieste (N.1 e N.2, le trovate nei commenti ai due post) cerco di spiegare in brevissimo cos’è la Kabbalah, o [...]
Aprile 29, 2008 at 6:56 am
Don’t worry! Tutti abbiamo dei momenti in cui ci si sente terribilmente soli. Io ne so qualcosa. Ma cerco di farmi forza. Ti capisco. Purtroppo. Ultimamente anch’io ho passato un periodo NO ma con un po di forza ce l’ho fatta a superarlo. Da sola. *hugz* stay up!
Aprile 29, 2008 at 7:53 am
Thanks darling! Periodaccio passato. Solo qualche sbalzo d’umore…ma sono le feste comandate ed il cambio di stagione (oltre che le infinite partenze) a buttarmi a terra! Benvenuta in PInk and the City
Aprile 29, 2008 at 8:29 am
Thanx!
sono felice che questo periodo è passato. Bacibacibaci