Harry lo vide per la prima volta in una libreria. L’incontro avvenne tra il reparto viaggi ed i romanzi rosa. Non in una chat room qualsiasi od uno di quei siti internet pieni di profili e foto da sfogliare. Di foto ce n’erano tante anche lì ma tutte meticolosamente stampate in libroni dall’aspetto invitante. Coloratissimi, pesanti, troppo over size per una libreria qualunque. Harry stava sfogliando proprio uno di quei libri quando lo vide e mai avrebbe immaginato che in quella domenica pomeriggio autunnale avrebbe incontrato la persona che lo avrebbe reso felice.
Poco prima Harry aveva passeggiato per tutta la libreria dando uno sguardo ai romanzi rosa, quelli che tutti i suoi amici guardavano con sdegno, ma che lui segretamente adorava. Quello che lo colpiva in ognuno di quei libri era sempre la descrizione di una città. Tutte le cose buffe che accadevano ai personaggi dei racconti non erano importanti . Lui voleva leggere dei posti ed i colori dei luoghi lontani che non aveva mai visitato. Una volta si soffermò per un intero pomeriggio su un racconto perché voleva immaginare alla perfezione il piccolo bar indiano in cui il capitolo era ambientato. Un’altra volta ancora non poté fare a meno di immaginare un’isola lontana abitata solo da una bambina sperduta. Ed ad ogni lettura, doveva per forza sorseggiare un tè od un caffè. La sensazione di una tazza tiepida tra le mani è una delle tante piccolezze che Harry adora, ed in quella libreria, mentre ammirava con stupore delle strane foto colorate, non poteva fare a meno di sorridere per il tepore della tazza. Quando dopo un sorso posò il caffè sul tavolino accanto, la mano sfiorò il bracciolo della poltroncina si cui era seduto. La pelle era morbida, liscia e nera e per affondare ancora più comodamente sulla seduta, distrattamente fece cadere il libro a terra. Era una nuova uscita editoriale. Lo cercava da tempo e solo in quella libreria l’aveva finalmente visto. Le foto del libro ritraggono i corpi di tanti uomini. Belli e forti. Alcuni scuri ed altri bianchi come il latte. Harry stava ammirando tutta la bellezza dei colori quando si dovette piegare per raccogliere il libro. Rialzandosi, però, notò con curiosità che un ragazzo lo stava osservando. Questo, vedendo l’incrocio con lo sguardo di Harry, subito si girò di spalle mostrando tutta la sua timidezza. Harry ricominciò a sfogliare le pagine del libro apprezzando la zaffata d’odore dell’inchiostro appena stampato, ma l’occhio ogni tanto lo rivolgeva a quel ragazzo di fronte che a poco a poco sembrava avvicinarsi. Aveva capito quello che era successo. Il ragazzo aveva notato il libro di fotografie ma non possedeva il coraggio di chiedere a qualcuno dove potesse trovarlo. “Magari” – pensò Harry “è troppo timido per chiedere informazioni su un libro dedicato a uomini che amano altri uomini. Diventerebbe subito rosso”. Ma Harry, che ormai sfogliava le pagine senza neanche vedere le foto, voleva scoprire chi fosse quel ragazzo. Poggiò il libro sulle gambe, in modo che fosse ben visibile il titolo, sperando che il ragazzo si facesse coraggio e chiedesse informazioni. Lo trovava molto carino e dolce. Harry era un po’ stanco di uscire e chiacchierare con persone poco interessanti e trovava che la timidezza del ragazzo fosse qualcosa di irresistibile. Sperava che si avvicinasse sempre di più per poter attaccare bottone. In realtà non era molto abituato ad essere espansivo. Preferiva di gran lunga rimanere in silenzio e rischiare di perdere la possibilità di conoscere qualcuno, piuttosto che farsi forza e cominciare a chiacchierare. Questa volta, però, le cose andarono diversamente. Il ragazzo timido stava in qualche modo facendo un primo passo, seppur rimanendo in silenzio e lanciando velocissime occhiate. Si avvicinava sempre di più alla poltrona ed Harry ormai era vicino abbastanza per poter dire qualcosa.
«Ciao, se cerchi qualcosa di particolare chiedi anche a me! Ho appena finito di sfogliare tutti quei romanzi rosa»!
«Ciao», disse sempre più timidamente il ragazzo. «Veramente non mi interessano questi libri, ma mi piace quello che stai leggendo tu. Lo cercavo qui in giro ma quando ci sono cose che parlano di ragazzi che stanno con altri ragazzi, non si capisce mai la collocazione giusta». Harry era felice. Aveva intuito esattamente quello che stava per succedere.
«Eh si, lo so. Ad esempio questo libro era nella sezione Erotica, ma dovrebbe stare in quella delle fotografie. Così tanti altri libri su questo tema. Non sai mai dove trovarli e tocca chiederlo a qualcuno. Però vieni con me e ti mostro dove puoi prendere una copia di quello che cercavi». Harry si alzò e si diresse verso al piccola scala mobile. Il ragazzo timido lo seguì ed Harry mentre Harry lo ossevava incuriosito cercando qualcosa da dire. «A volte penso che dovrebbero fare una sezione dedicata ai libri gay. Sarebbe comoda». A questo punto il ragazzo si sentiva smascherato ma libero di parlare tranquillamente di qualsiasi cosa. Aveva trovato la persona adatta e non poteva andargli meglio di così. Non doveva fare altro che sbloccarsi e dire qualcosa.
«Una sezione gay? Ma non è un po’ razzista come cosa?»
«Beh, sempre meglio che spargere tutti i racconti nelle sezioni più strane della libreria». Harry prese una copia del libro e la porse nelle mani del ragazzo. Sapeva che normalmente la discussione sarebbe dovuta finire in quel momento ma stava cercando un appiglio per poter continuare a chiacchierare. Aveva sempre voluto poter conoscere qualcuno in libreria. Pensava che se fosse successo si sarebbe sentito come in un film romantico americano. Uno di quelli ambientati a New York. Per questo motivo decise di provare a chiacchierare ancora un altro poco.
«Ho un’idea. Vieni con me. Ti mostro un libro che magari ti potrebbe interessare. E’ una raccolta di racconti che parla di storie gay. E’ davvero carino». Istintivamente Harry fece qualcosa di totalmente inaspettato. Mentre i piedi cominciavano a muoversi, senza neanche pensarci prese la mano del ragazzo come a volerlo proteggerlo da qualcosa. Si voltò e lo vide con le guancie rosse. Ci fu un nuovo e veloce scambio di sguardi ed i due si sorrisero.
«Io sono Harry».
«Io sono Andrea». Harry si fermò di colpo davanti una parete di scaffali. Cercò tra tutti i libri anonimi un piccolo libro con la copertina nera e lo porse ad Andrea che rispose ringraziandolo.
«Lo leggerò sicuramente. Grazie».
«Figurati. Allora io vado. È stato bello conoscerti e magari ci rivedremo un giorno». Harry si girò e stava andando via quando Andrea lo chiamò ad alta voce.
«Ma come facciamo a rivederci? Magari ci possiamo scambiare i numeri di telefono. Io ti lascio in ogni caso il mio». Harry era felicissimo. Sapeva che finalmente era accaduto quello che da tanto tempo aveva sperato succedesse. Prese il numero e dettò il suo. I due poi si avvicinarono e per un bacio e le labbra velocemente ma tanto intensamente si sfiorarono. Fu forte l’emozione. Era tutto totalmente irreale. Harry infine mise il cellulare in tasca ed andò via pensando al sapore di quella bocca ed al profumo maschile della sua pelle. Pensò per tutto il tragitto ad Andrea ed a come l’avesse colpito. Era folgorato.
L’indomani Harry si sveglio con l’immagine del volto basso di Andrea che cercava di non far notare la sua curiosità per il libro di fotografie. Avrebbe voluto rincontrarlo, ma non lo fece. Quello che era accaduto in libreria era qualcosa di puro. Successe ciò che Harry definiva “folgorazione”. Era l’opposto di tutti i racconti rosa che aveva letto e sapeva che il ricordo di quel momento sarebbe stato talmente tanto inteso da meritare di essere ricordato per sempre. Per questo motivo non chiamò mai Andrea. Harry quella mattina pensò che il ragazzo timido poteva essere tanto diverso da lui e che non avrebbe potuto dedicargli tutto il tempo e le attenzioni che desiderava. Forse il ricordo di quell’incontro era perfetto perché circoscritto nella sua brevità. Cosa sarebbe accaduto se i due vedendosi non si fossero piaciuti? “Perderemmo sicuramente un bellissimo ricordo! Un ricordo che può essere rivissuto nelle nostre menti quante volte vogliamo, ma non può essere modificato e rovinato”. Nessuno deve rovinarlo. Se anche Andrea fosse così fortemente colpito da quel breve momento, allora Harry avrebbe voluto che quella bellezza, quella franchezza di sguardi andava conservata e rispettata, in caso contrario, Andrea avrebbe dimenticato quella domenica pomeriggio autunnale.
Harry ormai aveva deciso. Non avrebbe incontrato e chiamato Andrea. Voleva che il ricordo di quel momento perfetto rimanesse impresso nelle mente. Nulla avrebbe dovuto rovinarlo. Fu così che prese il cellulare ed inviò un messaggio, il primo ma anche l’ultimo, ad Andrea.
“Non pensavo che un libro potesse regalare un ricordo così bello. Non avrei mai immaginato che avrei incontrato una persona che mi avrebbe reso felice così tanto. E nei miei ricordi rimarrà per molto tempo quell’unico incontro perfetto. Uno dei pochi che merita di essere ricordato. Buona lettura”.

Aprile 26, 2008 at 7:27 am
e’ sempre bello interagire con gente inaspettata, lasciare il segno nei ricordi della gente: in pochi secondi, da nessuno si diventa importanti per qualcuno….
ricordalo qundo sarai a new york.
Aprile 26, 2008 at 2:25 pm
Bello. Complimenti!
Giugno 16, 2008 at 1:46 am
sono estasiato da questa favola moderna.. non chiedermi perchè la definisco tale è solo il mio sentire, il mio immaginarmi questa libreria e questo attimo di paradiso terreno.
Complimenti, mi hai fatto venire un brivido lungo la schiena e purtroppo accade talmente di rado che vale la pena sprecare un complimento!
Giugno 16, 2008 at 7:08 am
Grazie mille. Era qualcosa che mi è accaduta tanto tempo fa, ed ho deciso di romanzarla un pò! Grazie ancora per il complimento