Ultimamente è in atto uno stillicidio di amici. Tutti sono in partenza definitiva per posto straniero dove si parla rigorosamente un’altra lingua. Al. è andato a Londra con sua sorella. Vive in un appartamento carino ed ha trovato anche un sole splendente. Questo raro fenomeno londinese Al. ha voluto rinominarlo Effetto Sunshine. P. parte prestissimo per Londra per poi trasferirsi definitivamente a Boston. Anche lui ovviamente ha fatto un biglietto senza ritorno. N., amica radiofonica ed anche co-speaker di una vecchia trasmissione, mi scrive inaspettatamente su Facebook. “Vivo a Londra da un anno. Sono in un appartamento tra Portobello e Nothing Hill. Ovviamente aspetto che un giorno bussi alla mia porta Hugh Grant o Jude Law”. A. è partita per un lungo viaggio interiore. Ora è a Bolzano (lì parlano tedesco) dalla nonna per rimanere in silenzio ed in relax.
Praticamente a Roma sono rimasto solo io. Sono uno degli ultimi a credere che ciò che si cerca lo si può trovare ovunque. E’ vero che ormai tutto è più vicino. Ci mettiamo meno ad arrivare a New York che fare in treno Torino-Siracusa, ma forse per molti è più facile andare in luoghi in cui si è ancora più sconosciuti di di quanto lo si possa essere a Roma od in qualsiasi altra città. Io sono sempre stato dell’idea che qualunque cosa si voglia fare, se davvero il nostro è un volere fortissimo, la si può fare. Ogni obiettivo è raggiungibile, bisogna solo lottare e sgomitare per raggiungerlo. Ma magari non sento io la necessità di fare le valige e partire. Dico sempre che mi piacerebbe vivere all’estero. In America. Magari a Seattle. Ma non credo di volerlo fortemente. Posso raggiungere le mie mete qui se voglio. Ne sono convinto fino al midollo.
Accetto comunque con dispiacere le scelte dei miei amici ed auguro loro di trovare esattamente quello che cercano e che più desiderano. Meritano tutti la felicità e spero che finalmente la possano accogliere a braccia aperte. Buon viaggio e buona fortuna. Io dall’Italia vi ascolto.
Aprile 4, 2008 at 8:42 pm
Ti aggiorno: oggi ho parlato con un prof per la tesi specialistica…
Ci sarebbe la possibilità di andare un mese in finlandia!!
non è un viaggio senza ritorno, ma senz’ altro l’inzio di un nuovo progetto: la mia Laurea (il ritorno!)
Speriamo bene!!!
Bel post, tu aspettami a braccia aperte, sempre!!:)
Aprile 5, 2008 at 6:46 am
pink hai ragione, quel che si vuole davvero lo si trova ovunque, ma è anche vero che in italia il progresso si è un po’ fermato (almeno da una quindicina di anni) e che andare all’estero è stare sempre e cmq nel villaggio mondiale. insomma a roma ci si incontra poco, magari si parla di più via e-mail con chi si è trasferito a seattle. pe oi quando ci va di vederci … aeroplanino
Aprile 5, 2008 at 7:20 am
Leggete un po’ qua un articolo sulla “Peggio gioventù”: i trentenni di oggi.
http://www.corriere.it/cronache/08_aprile_04/ricerca_cattolica_trentenni_3473a50a-0222-11dd-b2eb-00144f486ba6.shtml
A leggere mi viene davvero tanto da piangere e ai giovani non resta che andar via, almeno per un po’ per migliorarsi e mettersi davvero in discussione.
Nei miei brevi viaggi passati ho avuto modo di sondare la realtà accademica di alcuni paesi europei e devo ammettere che lì i giovani sono davvero visti come una risorsa e non come un peso come qui in Italia.
L’Italia è un posto bellissimo, ma i grandi, i nostri educatori, ci hanno trattato male e lo fanno tutt’ora. E questo mi fa davvero incavolare.
Ad ogni modo, buona giornata e che il futuro ci riservi piacevoli sorprese nella vita, nell’amore e nel lavoro!