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Caffé e Notebook. Dunque ci siamo. La nuova porta su Roma (ma in generale sulle città caotiche italiane) è stata aperta e con un caffé, rigorosamente americano, di quelli annacquati che durano almeno una trentina di minuti, e il notebook sul quale annotare ogni minimo dettaglio, sono pronto per diventare un autentico City Hunter alla ricerca di tutto quello che la cité può offrirci, perché sono convinto che Roma in fondo è solo come un grande buffet. C’è tutto quello che desideri. La cosa difficile è sopravvivere all’orda degli invitati che sono pronti a mettere sgambetti per arraffare quel succulento tramezzino al salmone.
Ed il tramezzino al salmone di cui vi parlo questa settimana non è altro che un banale parco! Roma, zeppa di giardini, è una delle città europee più verdi, ma quanti di noi infine frequentano queste dolci oasi del rilassamento? Ben pochi, ve lo dico io. Perché rilassarvi è l’ultima cosa che possa succedervi in un parco. Parola ci City Hunter. Angela, fanatica dell’organizzazione, a dirla tutta molto simile a Bree Van de Kamp, è certa che il modo migliore per passare un pomeriggio impeccabile sia un bel pic-nic in compagnia, ma in realtà, ogni volta, questo lieto evento si trasforma in una corsa all’ultimo minuto per rincorrere un piatto portato via dal vento oppure a lottare con i moscerini che aggrediscono la frutta fresca così romanticamente adagiata in un cesto. Poi ci sono i fanatici del fitness all’aria aperta come Marco che non va al parco se non per fare piegamenti, flessioni e corse. E questi sono solo due dei motivi per cui i giardini sono così bistrattati. Ma un’altra possibilità voglio darla.
Mi dirigo a passo diretto verso un parchetto sulla Nomentana. Senza prendere in considerazione il caldo torrido ed inaspettato mi approprio di una panchina per farne la torretta di guardia e con l’immancabile caffé e il notebook sono pronto a captare tutto ciò che in questo grande recinto cittadino possa succedere. Tra le tante presenze si piazzano al terzo posto la categoria di persone denominata “Dolce attesa”. Questa fetta di persone è rigorosamente sola con il proprio giornale o sigaretta in attesa di qualcuno che li porti via. È triste dirlo ma la metà di loro al crepuscolo lascerà la panchina in solitudine. Al secondo posto “I pomicioni” ovvero tutte quelle coppie che della natura e del suono degli uccellini se ne fregano. Unica attività: il bacio. Grovigli di coppie al sole, sudanti, palpeggianti. Un piccolo boudoir all’aria aperta che fa indignare la categoria che va a posizionarsi al primo posto. “Le sciure”, così come le chiamerebbero a Milano. Parlo di tutte quelle signorone molto in là con l’età che però non si vedono mai in solitaria. Ognuna e dico ognuna ha la sua accompagnatrice personale. Una simpatica rumena o russa che se abbassasse il tono di voce solo di qualche tono farebbe felice tutti i visitatori che credevano di trovare tranquillità tra gli alberi ed i cespugli. Comunque, questo il quadro generale e sfido chiunque a dirmi che un pomeriggio al parco sia rilassante e divertente.
Ma prima di lasciarci vorrei parlare di un sottogruppo di perone sempre presente nella fascia oraria 18:30 – 19:00. “I religiosi”. Ebbene si. Quando le coppiette di fidanzatini decidono che è arrivato il momento di andare via e le badanti finalmente la smettono di urlare, fanno il loro ingresso i religiosi. Durante il primo giorno al parco, rigorosamente nella fascia oraria suddetta, Davide, Testimone di Geova, è pronto a lasciarmi volantini e giornali di propaganda religiosa affinché abbracci la sua religione. Il secondo giorno è la volta di Sorella Anne e Sorella Jasmine: mormoni Ed ancora lì a chiacchierare di Mormon e della loro religione ed a fine chiacchierata l’inevitabile libro da lasciarmi per una spesuccia di poco conto. Ma non è finita qui. Terzo giorno. Stessa storia. Vedo in lontananza due ragazzi, mormoni anche loro, che con passo certo si avvicinano, ma in fine, decidono di cambiare strada e dirigersi altrove. Fortunatamente. Al parco non ci sono più stato ma sono sicuro che certamente avrei incontrato i Quaccheri e per finire qualche altro ragazzo vestito di arancione.
E da questo postalmarket ecologico è tutto. Il caffé è finito e la batteria del notebook è scarica. Alla prossima settimana.