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In tutte le librerie potete trovare da oggi il mio libro, chiamato semplicemente “PINK”.

Si, mi piacerebbe! Insomma, l’altro giorno mi palesavo on-line dicendo che il mio sogno sarebbe stato quello di scrivere un libro orrendo che avrebbe venduto tantissimo. Giò, mi ha appellato come il nuovo Moccia, ed io quasi ho sperato di diventarlo. Insomma, scrivi quattro cazzate di bacetti tra gnocchi liceali senza brufoli e ragazze-passere-al-vento e piummm, ti compri un loft in centro!

Poi accade che mentre fantastico sulla favolosa trama del mio prossimo libro best seller, premio Pulitzer, premio Strega, vincitore del Teen Choice Award, entro in libreria ed eccolo lì, il libro dedicato  me.

Beh non proprio, ma quasi. “Pink” è un libro di cucina…gay. Si si, cucina gay. Che poi cosa significa non si sa. E’ bello grosso e tra una ricetta e l’altra ci sono foto di ragazzoni nudi, travelle, drag queen e nessuna, proprio nessuna, lesbicona. Insomma, il libro dei sogni. Poi ovviamente il nome tutto rosa, e quel gnoccolone del cuoco in copertina, che secondo me l’hanno preso solo perché è bono e non perché sa cucinare.

Insomma, sto libro entra nella top ten dell’inutilità trash, e per questo motivo: “avrei tanto tanto voluto scriverlo io!!”

Io adoro i matrimoni. Certo non quelli semplici con quelle spose blande che si presentano con un tubino bianco versace e con un marito in coordinato, semplice e sobrio. Io amo i matrimoni eccessivi, baresi insomma. Che poi a Bari ne ho visti di interessanti. Una in carrozza con cavalli, una con tanto di camion agghindato a festa con un fiocco enorme, uno con la limousine e le 5 damigelle vestite color rospo. E proprio l’ultimo è stato il massimo del furore. Ricevimento in villa, con cambi di sale per le varie portate e sorpresa al pubblico agli invitati con spettacolo speciale dei campioni del mondo di danza latino americana. Di uno chic che non ci si crede. Ma questa coppia in foto ha raggiunto il massimo della raffinatezza. Lei è un misto tra battona e cenerentola. Su di lui sarebbe troppo facile sparare. Ma la chiccheria più chiccreria del creato è la carrozza di cristallo a forma di zucca trainata da cavalli bianchi. Insomma, anche Cenerella, dal basso del suo straccio sporco e pieno di fuligine, vedendo sto matrimonio, penserebbe: io la fata madrina la uccido se mi combina qualcosa di simile. Io al contrario, la fata madina la chiamerei all’istante, solo per farmi tornare indietro nel tempo per farmi andare come invitato speciale a quel matrimonio. Il migliore degli ultimi venti anni.

P7060768(Clicca sull’immagine per vederla in HQ)

Io non sono uno triste di natura. Cerco sempre di trovare il lato positivo in tutto quello che mi circonda. Ricordo che quando i miei nonni ci hanno lasciato, pensavo che non era un male. Perchè soffrivano da troppo tempo, e forse era solo l’egoismo quello che non ci faceva vedere come loro fossero in trappola proprio per via dei medicinali. Ho pianto, ma con leggerezza nel cuore. Ho pianto per i ricordi, non per quello che avevamo tutti perso.

Poi ieri mia madre mi telefona dandomi la notizia della morte di L. Ho già detto quanto fosse bella e sveglia. Sarebbe difficile ricordarlo nuovamente. Per tutta la giornata sono stato in silenzio, e solo. Il tempo è passato ed io non ho potuto che mantenere quello sguardo vago verso lo schermo luminoso del computer. Tanto cosa avrei potuto fare?

Sono uscito per una riunione di lavoro, e le questioni del giornale mi hanno illuso facendomi pensare che realmente potessi volgere i miei pensieri altrove, ma, tornato a casa, non è cambiato nulla. Stanco e triste mi sono messo nel letto, avvolto dal caldo e dall’umidità della stanza vuota. Mi sentivo terribilmente solo. Tremendamente impotente.

Girandomi e rigirandomi, sentivo che mi mancava qualcosa. Quella sicurezza, quell’appiglio. Mi sono alzato di scatto ed ho preso il mio pupazzo di Woody, regalatomi da A. E lì, come non succedeva da almeno 15 anni, mi sono addormentato stringendolo. Eravamo solo io ed il mio pupazzo, in un letto troppo grande per una sera così triste.

Ed ad averla portata dal veterinario nei suoi ultimi momenti di vita, alla luce di questa giornata di sole, ci vedo nuovamente quel senso di positività. Non l’abbiamo privata della vita, ma l’abbiamo privata del dolore. Le abbiamo dato la possibilità di non soffrire. Perchè quel giorno dell’addio sarebbe arrivato presto, ma l’ingiustizia di averla voluta tenere in vita per il nostro (e solo nostro) desiderio, sarebbe stata troppo grande. Ho solo bisogno di abbracciare qualcuno in silenzio.

mh_DogBoneTag-450L era un San Bernardo molto curioso. Nel suo giardino c’era un muretto, e quando era libera di scorrazzare preferiva affacciarsi per spiare i cani e le persone giù in strada. Non era un santo. Anzi, era tutto tranne che un santo. Quel povero David, compagno di cuccia, San Bernardo anche lui, ne passava di tutti i colori, ma era il loro modo di giocare. L era anche vanitosa. Si specchiava in ogni superficie e le piaceva farsi chiamare principessa. “Principessaa” e lei subito scodinzolava, si accucciava accanto e dava la sua zampina. L aveva paura di tutte le persone tranne che della sua famiglia. Una passeggiata diventava una caccia alle streghe. Ombre, rumori, fischiettii… tutto ad L pareva essere un mostro in agguato dietro l’angolo. Però, se qualcuno era in pericolo, ad L, dei mostri non fregava più nulla. La vedevi rigida e pronta a scattare, e non c’erano guinzagli che avrebbero tenuto. L aveva due occhi dolci e luminosi, un pelo corto e color nocciola. L era davvero una principessa e nessuno sa quanto mi manca. Perché L era ancora un cucciolo quando ieri ci ha lasciati. L aveva solo 2 anni e forse le sarebbe piaciuto scodinzolare un altro po’.

E continua a scodinzolare ed essere una principessa. Lo fa nei cuori della sua famiglia. Lo farà per sempre.

(Black Friday. U.S.A.)

Saldi, saldi ed ancora saldi. Non passa un anno in cui mi perdo la processione di inizio saldi. E quindi, quest’anno, malgrado i tremila esami, malgrado il poco tempo a disposizione, malgrado il caldo tropicale, alle 10 ero fuori casa per andare al centro commerciale. Essì, perché se già una settimana dopo l’inizio dei saldi i negozi appaiono mezzi vuoti e con solo indumenti anni ‘90 da poter comprare, fisurarsi a fine mese. Perciò, l’unica cosa da fare è armarsi di calma ed affrontare le folle di ossessionati da shopping.

Appena ho messo piede nel centro commerciale mi sono sentito perduto. Gente ovunque, anche attaccati ai lampadari. Corse folli per non farsi fregare “quella camicetta a poco”.  Ed io, quasi sconvolto, mi sono aggirato in questi negozi pieni di gente che sembravano zombie. Ho utilizzato la mia solita tecnica. Se c’è qualcosa di interessante non si compra. La si prende, la si nasconde dietro una pila di maglie orribili, e si continua il giro. Alla fine della giornata, si rifà il giro al contrario decidendo quale degli indumenti nascosti è il migliore da comprare. Ahimè, quest’anno però, ho usato la tecnica solo una volta.

I negozi sembravano aver svuotato sugli espositori tutti i vestiti che conservavano in magazzino dai tempi della resistenza. Io che mi immaginavo di dover lottare con una stronza per accaparrami il vestito di nozze dei miei sogni, non ho avuto neanche la possibilità di sfiorare un tessuto lontanamente interessante. Insomma, pareva che la scelta fosse: o i nuovi arrivi (che sono gli stessi abiti che c’erano la scorsa settimana in negozio), o la moda barbona. Infine ho scelto per l’acquisto di una sola t-shirt e ritorno a casa.

Ma no, non è che sono finalmente guarito dall’essere assolutamente Shopaholic. Aspetto solo che mi vengano date le coordinate precise dell’annuale missione segreta da parte di Zio Paperone. Anche con 50° sarò in via Condotti con la sua lista della spesa, alla quale si aggiungeranno regali e regalini per me. Perché in realtà mi piacciono le burinate da centro commerciale, ma non c’è nulla che mi agrada come lo shopping a spese d’altri nei negozi mezzi vuoti e profumati del centro.

Sono solo un pò occupato. Ma torno, eccerto che torno!

xoxo

PINK

P8090326(Clicca sull’immagine per vederla in HQ)

Well, I know. I’m kinda boring. Ma che ci posso fare. In questo periodo d’esami la mia vita mondana è pari a zero e tocca rifugiarmi nei meandri di youtube. Che poi per quanto sono commerciale finisce che non scopro mai nulla di totalmente sconosciuto e pazzescamente indipendente. Infatti, la mia ultima scoperta è questa canzone so bloody cool dei Black Eyed Peas, I gotta feeling, che in un certo senso incornicia, fotografa e mette in movimento il mio stato d’animo. Quell’attesa prima della serata. Quella voglia di esplodere di gioia; Actually proprio quel momento prima dell’esplosione. E’ anche prodotta da quel principe di David Guetta che suona la seconda canzone della mia estate, When Love Takes Over. Non è un caso che entrambi i video siano girati ad L.A. Insomma, quando a Roma c’è questo caldo asfissiante, la mia mente vaga e torna a Los Angeles, che con il tempo è diventato un posto colorato, energico, forse bello. Ed aspettando la fine di questo ultimo round con lo studio, non resta che ascoltare ancora le mie due canzoni. Positive, elettroniche e tanto ma tanto tarre. Let’s dance with me!

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Io l’ho sempre detto. La mia estate comincia con i froci per strada al Pride e con l’apertura dell’estate romana sul Tevere. E quindi, neanche fossi un automa, ogni anno mi ritrovo con le stesse persone, negli stessi posti, a dire le stesse cose, a voler bene allo stesso modo. Che monotonia, direbbe qualcuno. Che perfezione, aggiungo io. Insomma, sabato sera è stata la volta di A.

Con A non ci vedevamo dalla notte del Pride. Dopo una turbolenta nottata a Muccassassina, ci siamo sentiti un paio di volte per telefono. Gli esami, gli impegni il lavoro e bla bla bla. Insomma, ci siamo ritrovati sul Tevere con i colli incriccati per la tensione ed una voglia pazza di rilassarci. Passeggiata, grattachecca (che per i non romani non è un insulto, ma solo una granita) ed un po’ di gossipping. Mi manca lei, ma sono anche certo che questo sarà il mio ultimo mese di follia universitaria, e dopo, forse, potrò tornare ad essere il PINK di una volta. Spensierato e sempre pronto per una nottata a base di drink e chiacchiere. Ovviamente A mi ha fatto un regalo. Una targa con scritto “The Prince sleeps here”… ed è già finita sul letto.

Domenica notte è stata la volta dei Moschettieri V ed A. Nuovamente sul Tevere, quando ci siamo dati l’appuntamento a Castel Sant’angelo, è successa una cosa incredibile. Una folla enorme di persone era sui ponti e sulla strada. Le luci basse e PIUF, i fuochi d’artificio hanno cominciato a colorare il cielo. Dalle terrazze del castello veniva fuori colori e fuoco e lì ho immediatamente pensato: “Guarda te sta stronza di Roma. Un po’ di turisti, colori e monumenti e si è fatta comprare da me ancora una volta”.  Forse Roma è un po’ puttana, come dice Vago, ma cavoli, quando arriva l’estate io la amo.

Amo follemente le chiacchierate con i Moschettieri e con A. Amo passeggiare con Vago che conosce sempre tutti gli eventi romani. Amo vedere Roma, tutta arancione quando si fa sera. Amo i turisti che invadono le strade e le colorano di nuovi suoni e sorrisi. Amo vivere questa città, che anche se sono stressato, basta guardare i suoi palazzi per sorridere. Amo, follemente amo, quella sensazione di appartenenza. Quell’orgoglio nel dire: vivo a Roma (e non “sono di Roma”). E magari sono particolarmente allegro io, ma quando arriva il caldo, non smetto mai di sorridere.

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twitter pink

Ed eccolo il mica nuovo servizio di PINK. Il Twitter personalizzato per aggiornarvi da qualunque parte del mondo tramite sms. Ecco, ora non è che voi dovete stare a leggermi ogni tre minuti, che se fate refresh come le isteriche per tutta la giornata, qualcosa non va. Però, quando capitate, lanciate un occhio lì sulla destra e vedete cosa mi sta capitando. Ovviamente, se siete twitterani anche voi, aggiungetemi al vostro profilo.

Ma, in ogni caso, ricordatelo. L’unica cosa che dovete fare è seguire l’uccello, dove per uccello voglio dire il piccolo e tenero logo di Twitter. Se capite altro, siete dei pervertiti.

P.S.

Dopo una breve sosta nella 5TH Av. di NY, la testata di PINK è andata al mare. Magari, a settembre, torneremo a NY. Will See.

XOXO

PINK

C’è una canzone, che quando arriva l’estate, mi ritorna in mente. Capita che sto alla fermata dell’autobus e SBAM, comincio a canticchiarla. Che poi Blu di Paola e Chiara non è quella grande canzone, ma è talmente tanto semplice e fresca che proprio non mi abbandona. Ormai questa sindrome mi accompagna dal 2004, anno d’uscita del brano. Appena arriva luglio pare che Paola e Chiara si trasferiscono nella mia testa per assillarmi con quel ritornello che fa Blu blu oceano blu, ritmo universale , che ti fa bailareeee. E quindi, visto che non voglio essere l’unico matto a cantarla per le strade della città, vi posto il video, speranzoso che le due lallere decidano di fare una visitina anche nelle vostre teste!!

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